Da sinistra, Giovanni Limata ed Elena Gioia, i due fidanzati assassini, e la vittima, Aldo Gioia

Indagate le due donne che hanno accompagnato a casa Giovanni Limata dopo il delitto

Ieri i legali di Elena Gioia e Giovanni Limata – la 18enne e il 23enne accusati di aver premeditato ed eseguito l’omicidio di Aldo, padre di Elena – hanno rinunciato all’udienza davanti al Tribunale del Riesame. Il ricorso – ha spiegato uno degli avvocati di Elena, Vanni Cerino – era stato presentato soltanto per poter accedere agli atti di indagine. I giovani restano dunque in carcere, mentre nuovi tasselli si aggiungono per ricomporre completamente, il delitto di Avellino. Si indaga su due donne, madre e figlia, quest’ultima amica di Giovanni.

Le stesse che hanno riaccompagnato a casa il 23enne dopo il delitto, quando questi aveva contattato la sua amica per chiederle un passaggio a Cervinara (provincia di Avellino). I familiari di Gioia e Limata hanno poi deciso di chiudere i profili Facebook dei due giovani, che dal 23 aprile (giorno del delitto) sono stati bersaglio di moltissime ingiurie e minacce da parte degli internauti.

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Sul versante della difesa, non è escluso che si possa giocare anche la carta che i ragazzi soffrano di problemi psichici. Elena (la cui posizione giudiziaria è aggravata dalla consanguineità con la vittima) soffrirebbe di un disturbo dell’alimentazione, mentre Giovanni, in passato, è già stato sottoposto per due volte a tso (trattamento sanitario obbligatorio), e avrebbe provato a lanciarsi da un ponte a Cervinara.

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