Il sindaco de Magistris e il presidente della Camera Fico

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di Giancarlo Tommasone

Informiamo chi ancora aspetta la prova dell’esistenza del «patto sotterraneo» tra Luigi de Magistris e la componente grillina vicina a Roberto Fico, per le prossime elezioni regionali e per le Comunali previste nel 2021, che nelle scorse ore il sindaco di Napoli è finalmente uscito allo scoperto.

«Confermo che se ne parla,
ed è un ragionamento che ci sta,
nel senso che le sensibilità
sono comuni non da adesso»

Così parlò, appunto, Giggino, nel corso di Sky TG24 Pomeriggio, riferendosi all’ipotesi di una collaborazione con l’area del Movimento 5 Stesse vicina al presidente della Camera, in previsione delle prossime amministrative di Napoli e regionali in Campania. Il sindaco parla di quella che adesso può sembrare fantapolitica, ma che tra non molto può diventare realtà, anche se in effetti, in molti si erano accorti di questa vicinanza più volte esternata dal primo cittadino partenopeo nei confronti dei pentastellati.

Indizi? Parecchi. Da quanto? Da molti mesi

E non briciole di pane che possono essere mangiati dagli uccellini nel profondo del bosco, come capitò ai poveri Hänsel e Gretel, ma dei sassi, anzi nel caso del patto giallo-arancione, dei macigni. Uno rappresentato dalla «benedizione» all’incarico di commissario straordinario per Bagnoli, all’imprenditore Francesco Floro Flores, da parte di Giggino; il secondo dal decreto Salva-Napoli, primo terminale dell’accordo.

A chi ancora avesse dei dubbi, spieghiamo che la strategia è pressappoco questa: de Magistris appoggiato dal M5S nella corsa a Palazzo Santa Lucia, di contro il sostegno arancione proprio a Fico o a una persona indicata dalla base napoletana, per conquistare Palazzo San Giacomo. A metà agosto Stylo24 aveva riportato in esclusiva la notizia del contro-emendamento sfratta-Giggino, ma alla fine il M5S si è piegato alla ragion di Stato. La contromossa al Salva-Finanze (o Salva-Comuni che dir si voglia) aveva avuto anche il nullaosta di Ugo Grassi, nonostante dichiarazioni pubbliche di senso opposto. Il senatore grillino aveva detto in privato, pensando di essere al sicuro da occhi e orecchi indiscreti, che non aveva alcun tipo di pregiudiziale nei confronti di un emendamento che andasse nella direzione di salvare le finanze, ma che allo stesso tempo sanzionasse gli amministratori incapaci.

Ma tant’è, Giggino lo hanno salvato, raccontando ai «gonzi»
la favoletta che si stavano aiutando 300 Comuni, non certo
solo quello di Napoli e il suo sindaco

A questo punto, ci si aspetterebbe una smentita ufficiale sull’esistenza del patto «segreto», da parte del Movimento, ma si sa, appare alquanto difficile che giunga, visto la macchinosa e apicale comunicazione che passa tutta dalla Casaleggio.

Senza voler scomodare le sfere celesti dei pentastellati, sarebbe bello sapere cosa stia pensando adesso la base napoletana dei grillini, quelli della prima ora, che si sono sempre opposti ad accordi sottobanco. A proposito, intervistato da Stylo24 lo scorso 20 novembre, relativamente alla difesa a spada tratta di Fico nei confronti di de Magistris (attaccato da Salvini sul fronte dei remo valorizzatori e dei centri sociali), il consigliere Matteo Brambilla si è così espresso: «Preferisco non commentare le dichiarazioni del presidente della Camera, ma confermo che, dovesse concretizzarsi il presunto accordo, lascerei il M5S. Mi sentirei tradito, soprattutto come cittadino». Ora che Giggino è uscito allo scoperto, di cosa ha ancora bisogno Brambilla, per credere che l’accordo esista?

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