Paolo Di Lauro, il boss di Secondigliano e Scampia, al momento dell'arresto
Paolo Di Lauro, il boss di Secondigliano e Scampia, al momento dell'arresto

Gli incontri nei covi degli Scissionisti a Malaga con il superlatitante Raffaele Imperiale per pianificare gli omicidi dei Di Lauro

È sempre il pentito Biagio Esposito, ex affiliato al clan Di Lauro prima e agli Scissionisti poi, a raccontare in che modo conobbe il narcos Raffaele Imperiale, oggi superlatitante a Dubai. Imperiale, lo ricordiamo, è il boss del traffico internazionale di stupefacenti che acquistò, per cinque milioni di euro, i due quadri di Van Gogh rubati ad Amsterdam agli inizi degli anni Duemila.

“Quando io mi sono recato la prima volta in Spagna, nel 2003 a Malaga, in particolare Torre Molina, per andare da Cesare Pagano e Raffaele Amato ed incontrami con loro e con gli altri affiliati che li avevano seguiti che erano tanti, ricordo in particolare Rito Calzone, o’ Lucio, già Lello Imperiale detto ‘o parente veniva indicato alla mia presenza da amato e pagano quale fornitore di cocaina con carichi tra l’Europa e l’Iitalia di 200 o 300 chili a macchina”. Quantitativi enormi che il boss “acquistava sia in Spagna che, due volte all’anno, anche in Sud America”. In particolare, Esposito spiega di aver “personalmente incontrato Imperiale, insieme al suo socio Mario Cerrone in

ad

Spagna nei covi dove si trovavano Amato e Pagano che con le loro famiglie abitavano a Torre Molina”. Invece, Imperiale e Cerrone – continua il collaboratore di giustizia – “venivano quando

Amato e Pagano li chiamavano”. Oltre che a Malaga, Esposito incontrò Pagano e Amato, e con loro anche Imperiale, a Barcellona. “Ci siamo incontrati nel ristorante la Bella Napoli che successivamente è stata acquistata dallo stesso Pagano, ma prima era dì un altro napoletano”. I ricordi del pentito si fanno più vividi: “Questo incontro al ristorante in Barcellona avviene dopo la morte di Pietro Amato, fratello di Raffaele, morto in Spagna di infarto, e nel Terzo Mondo a

Napoli venivano dai Di Lauro organizzate delle feste di piazza dove si ingiuriavano gli Amato ed il fratello Pietro defunto”. Entrando nel dettaglio, in quella conviviale “si parlò dì voler attaccare i Di

Lauro ed entrambi, ossia Pagano ed Amato chiesero di essere riforniti di armi per la guerra” proprio da Imperiale. Sia Amato che Pagano fecero “un ordinativo di armi specificando che dovevano essere kalashnikov. 9×21, 38 ossia pistole a tamburo e le relative munizioni”. Il padrino Imperiale “si disse assolutamente in grado di fornirgli le armi per la guerra”.

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