Nelle foto: Pasquale Cristiano e due momenti della controversa festa

Nuova tegola per il presunto capozona del clan Amato-Pagano, per i giudici il carosello in occasione della comunione del figlio è stato «un atto di forza finalizzato ad affermare la sua presenza sul territorio»

di Luigi Nicolosi

Libertà finita per il presunto capozona del clan Amato-Pagano. Dopo lo tsunami mediatico che si è abbattuto su di lui negli ultimi giorni, il ras della “167” di Arzano, Pasquale Cristiano “Picstick” ieri pomeriggio è stato arrestato su disposizione della Corte d’appello di Napoli: secondo i giudici e i pubblici ministeri, infatti, il carosello in Ferrari e Lamborghini di cui si è reso protagonista due domeniche fa in occasione della comunione del figlio sarebbe stato un atto di forza finalizzato a dimostrare ancora una volta la presenza della cosca degli Scissionisti sul territorio a nord di Napoli.

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La vienda di cui “Picstick” si è reso protagonista è del resto nota. A ogni incrocio c’erano auto a bloccare la circolazione. Dietro di lui Lamborghini, Bmw e Porsche. E Pasquale Cristiano, presunto boss del clan della “167”, costola degli Amato-Pagano sul territorio di Arzano, girava in una Ferrari decapottabile presa a noleggio. Ha percorso il centro di Arzano accompagnato da altri veicoli di grossa cilindrata e persone a piedi, tra le quali anche altri pregiudicati, tutti identificati dai carabinieri, creando non pochi disagi per la circolazione stradale. Non solo, gli affiliati hanno girato video con i cellulari e li hanno postati sui social e sono diventati virali.

Cristiano si trovava dall’aprile dello scorso anno ai domiciliari ed era momentaneamente tornato libero in forza di un permesso speciale accordatogli dalla Corte d’appello per la prima comunione del figlio. Il ras sembra però essersi fatto prendere decisamente la mano e quello che ne è venuto fuori è stato un festeggiamento a dir poco sfarzoso: al ricevimento ha tra l’altro preso parte il celebre neomelodico Tony Colombo, che si è anche esibito davanti agli invitati cantando alcune canzoni del proprio repertorio. Così i carabinieri della tenenza di Arzano e del nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno arrestato Pasquale Cristiano e l’hanno portato in carcere proprio perché protagonista di un carosello in Ferrari nelle vie del paese, nonostante gli fosse stata rigettata la richiesta per la partecipazione ai festeggiamenti.

Il provvedimento è stato adottato dalla Corte d’appello di Napoli su richiesta della Procura generale, che si è mossa sulla scorta di un’informativa dei carabinieri di Arzano, i quali hanno documentato ed evidenziato la condotta di Cristiano, ritenuta «una provocatoria prova di forza finalizzata all’affermazione della sua presenza sul territorio». A fondamento dell’ordinanza sono state poste ulteriori passate violazioni di Cristiano alla misura alla quale era sottoposto poiché, in più di un’occasione, aveva manifestato insofferenza ai controlli di routine delle forze di polizia. Pasquale Cristiano lo scorso anno era stato assolto dall’accusa di essere uno dei responsabili del duplice omicidio Casone-Ferrante, ma è stato condannato a 5 anni in appello per estorsione: il procedimento è attualmente pendente innanzi ai giudici della Corte di Cassazione.

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