D10S Story, gli anni napoletani di Maradona – La corsa contro il tempo del club azzurro per chiudere la trattativa che può cambiare la storia.

di Francesco Monaco.

Stylo24 racconta l’epopea di Diego all’ombra del Vesuvio, recuperando, grazie ai giornali dell’epoca, quella che resterà per sempre una stagione indimenticabile per la piazza napoletana.

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Manca poco, manca veramente poco. Il 22 giugno 1984 il Napoli deposita nella Banca della Provincia di Napoli, uno degli istituti di credito impegnati nell’operazione, l’importo in lire di circa 5 miliardi e 100 milioni, equivalenti a 3 milioni di dollari Usa. Si tratta, in sostanza, della quota, parte in contanti rispetto all’intero importo (7 milioni di dollari) chiesto dal Barcellona per cedere Diego Armando Maradona. Immediata è la comunicazione con un telex alla banca “Mas Sarda” di Barcellona, fiduciaria della società catalana. Da quel momento, il denaro è a disposizione del club di Nunez “a condizione che venga sottoscritto il contratto di trasferimento e che vengano ottenute le necessarie autorizzazioni dalle competenti autorità italiane”.

I ritardi nei tempi, che hanno impedito al club di Ferlaino di completare la seconda operazione prevista, ovvero le fideiussioni per la copertura di 4 milioni di dollari, corrispondenti alla restante parte della somma da pagare con termini differiti nei successivi due anni, sono dovuto al tempo che il Barcellona ha impiegato per “liberare” l’anticipo di un miliardo di lire a suo tempo vincolato a favore del club. Considerato che il 22 giugno 1984 è venerdì e che le banche resteranno chiuse nel fine settimana, l’operazione non potrà essere completata prima di lunedì.

Insomma, per quanto manchi davvero poco all’ufficialità, i tempi si fanno sempre più stretti per motivi burocratici, anche considerando che nel telex inviato dalla Banca della Provincia di Napoli alla “Mas Sarda”, e per essa al Barcellona, viene specificato che “la disposizione di pagamento dei tre milioni di dollari si intenderà decaduta e priva di validità se le parti non sottoscriveranno il contratto entro e non oltre il 27 giugno 1984”, vale a dire il mercoledì successivo. Il tempo scorre, in un weekend che appare senza dubbio diverso dagli altri per i tifosi e la società azzurra.

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