La proporzione in termini di devastazione tra eroina, Fentanyl e Carfentanil

Il core business della più potente «multinazionale» del crimine made in Italy, vale a dire la ’Ndrangheta, è attualmente rappresentato dal traffico di cocaina. Ma per quanto tempo ancora? Oltre agli investigatori della Penisola, se lo chiedono quelli del nord America (Usa e Canada) che fanno i conti con una droga realizzata in laboratorio, che continua a sterminare giovani vittime (negli Stati uniti, centinaia di migliaia di decessi dal 2014, 28mila solo nel 2017). Stiamo parlando del Fentanyl, un oppioide sintetico, molecola creata per la terapia del dolore, e che quindi, in origine nasce come potente analgesico.

Il Fentanyl
è 80 volte
più potente
della morfina
e 100 volte
più potente
dell’eroina

Giusto per farsi un’idea delle sue potenzialità devastanti, a parità di dosaggio, è 80 volte più potente della morfina e 100 volte più potente dell’eroina. E il prodotto clandestino dei derivati del Fentanyl (come il Carfentanil, 100 volte più potente del Fentanyl) rappresenta la droga sintetica «perfetta» per le mafie, che agiscono a livello planetario. C’è poi da considerare un particolare, di certo, fondamentale: i guadagni collegati ai costi di produzione.

Un chilo di polvere di Fentanyl
costa circa 11.500 dollari
Se ne possono ricavare 20 milioni

Da detta quantità si ricavano un milione di pillole, vendute per 20 dollari l’una. Il calcolo è semplicissimo da fare: si arriva a 20 milioni di dollari. Ma cosa c’entrano le ’ndrine nel business del momento? C’entrano sempre, e come. Perché dopo aver conquistato il mercato europeo della cocaina, le cosche calabresi sono a caccia di nuovi spazi, e hanno puntato a quello planetario della droga sintetica.

Che fino al 2010, quando cioè il Fentanyl aveva sbocco soprattutto nel sottobosco della rete, era appannaggio esclusivo del mercato cinese. «Nove anni fa, però, nell’affare sono entrati anche i cartelli messicani di Sinaloa e Jalisco Nueva, e dal 2015 sono diventati produttori diretti», ha dichiarato a «La Stampa», Antonio Nicaso, docente universitario di crimine organizzato in Nord America, oltre ad essere autore di numerosi saggi sulla ’Ndrangheta. I locali calabresi impiantati in Canada (vale a dire gli eredi di Paolo Violi), sottolinea Nicaso, sono stati coinvolti in una operazione connessa allo smercio della droga sintetica in America settentrionale. La mafia calabrese può contare sull’appoggio dei messicani, con i quali da anni imbastisce fruttuosi rapporti nel comparto narcotraffico, e tende a diventare, essa stessa produttrice diretta di Fentanyl.

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Con notevoli vantaggi dal punto di vista organizzativo e logistico, poiché si tratta di una droga che si può realizzare in laboratorio e non ha bisogno di quella «materia prima», il cui circolo è legato strettamente all’andamento della geopolitica.

L’allarme: l’eroina sintetica
pronta a inondare l’Italia

Al momento, in Italia, si contano i primi decessi da Fentanyl, ma si stima che nel giro di qualche anno, il fenomeno emergerà con tutta la sua nefasta potenza. D’altronde, se il consumo di cocaina è ancora il più diffuso, si registra una ripresa dell’assunzione di eroina, e la nuova frontiera è rappresentata proprio dall’eroina sintetica.