Raffaele Cutolo e Immacolata Iacone
Raffaele Cutolo e la moglie Immacolata Iacone

di Giancarlo Tommasone

«Ci passò vicino pieno di catene con le guardie e ci fece un saluto con l’inchino. Noi eravamo molto giovani e comunque anche se era un camorrista, era una bella persona». Queste le parole di Margherita per quell’uomo «pieno di catene»: Raffaele Cutolo. È solo uno dei tanti commenti che nelle scorse ore sono comparsi in calce ai post che hanno diffuso con un esteso passaparola digitale l’ultima intervista rilasciata al nostro giornale (leggi) da Immacolata Iacone, moglie dell’ex padrino della Nuova camorra organizzata.

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Un uomo che la consorte presenta come stanco dopo aver passato 54 anni in carcere, in condizioni di salute peggiori di quelle
di Totò Riina, eppure deciso a scontare
la sua pena senza pensare minimamente
di diventare un pentito.

Il dato raccolto è preoccupante, poiché la maggior parte degli internauti intervenuti ha chiaramente manifestato di spalleggiare Cutolo e la sua condotta di omertà, contro ogni forma di pentimento, che pure nelle piazze digitali si chiama infamia. E allora, subito dopo Margherita interviene Pasquale, con il suo «don Raffaé è un uomo grande», mentre Michele lascia un laconico ed efficace «lui ha dignità». È vero ci sono anche messaggi di chi dimostra di essere dalla parte dello Stato, ma sono in netta minoranza, non raggiungono nemmeno il 10%. In calce a uno dei primi post con cui Internapoli.it ha ripreso l’intervista di Stylo24.it compaiono più di duecento «like», una decina di cuori e solo cinque valutazioni di dissenso. Per non parlare dei commenti.

Il boss della Nco Raffaele Cutolo

Sasi si schermisce dietro una sorta di diplomazia: «Prima di esprimere la mia opinione voglio chiedere scusa alle famiglie delle vittime di don Raffaele: sei la storia della camorra e anche tra 1000 anni si parlerà di te perché sei unico». Inneggianti le parole di Salvio ma non sono rivolte a un giudice o a un appartenente alle forze dell’ordine: «E’ stato colui che ha sbalzato la mafia dalla Campania, perché chi gli ha fatto la guerra non è stato capace di spadroneggiare nel giro mondiale». Non mancano i messaggi lasciati da giovani donne, «Cutolo si pente solo davanti a Dio. Grande uomo», afferma Mimma. Cinzia definisce Cutolo «un camorrista al cento per cento», uno che paga senza infangare le altre persone. Rita fa incetta di like e cuoricini (una ventina in totale sotto il suo commento) e parla dell’ex capo della Nco come di uno che «ha fatto quello che ha fatto però non si abbuffava da solo».

L'ex assessore regionale Ciro Cirillo
L’ex assessore regionale Ciro Cirillo

Poche, forse cinque le valutazioni negative per un mito sbagliato, con gli autori subito messi alle strette da risposte inneggianti al professore di Ottaviano. Una situazione paradossale, da allarme rosso, ma non bisogna dimenticare che i social sono diventati rapidamente i megafoni delle voci delle nuove gang, il muro dove hanno affisso e continuano ad affiggere messaggi di sfida e di morte.

E allora capita pure che tra un «pentito infame» e «Nco regna» ci si imbatta in chi misura Cutolo con Riina, lascia tre punti sospensivi e poi scrive «non c’è paragone», naturalmente il padrino delle nostre parti vince a mani basse il confronto con il corleonese.

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