fatturazione 4 settimane rimborsi

Ma andiamo per gradi andando indietro nel tempo di poco più di un anno, quando i colossi delle telecomunicazioni operanti in Italia, ovvero Tim, Vodafone, Tre, Wind e Fastweb decidono in modo totalmente arbitrario di modificare la periodicità della fatturazione.
Pur avendo venduto degli abbonamenti mensili, sia per quel che riguarda la telefonia fissa che quella mobile, queste società hanno improvvisamente ridotto i tempi di fatturazione a 4 settimane.
Se in precedenza un abbonamento mensile copriva in modo effettivo l’intero mese, con l’avvento di questa fatturazione le medesime tariffe hanno iniziato a riguardare un lasso di tempo inferiore, ovvero 28 giorni.
Attraverso questo “escamotage”, dunque, le società di telecomunicazioni hanno di fatto introdotto una nuova mensilità su base annua, e si può ben immaginare come la fatturazione a 28 giorni sia riuscita a garantire a tali aziende delle esorbitanti crescite di fatturato, pur offrendo gli identici servizi proposti in precedenza.

Scarsa comunicazione e “cartello” tra imprese

Queste società, peraltro, hanno informato i loro clienti in modo subdolo e assolutamente inappropriato, di conseguenza moltissimi consumatori hanno continuato a pagare regolarmente senza accorgersi che il periodo di fatturazione era stato ridotto.
Il fatto che questa modifica dei tempi di fatturazione abbia riguardato pressoché tutti gli operatori del settore rende la cosa ancor più grave, perché costituisce una sorta di cartello, di conseguenza si è subito attivato un iter legale che ha coinvolto diversi soggetti.

L’obbligo di ripristinare la fatturazione su base mensile

Nel marzo 2017 l’Unione Nazionale Consumatori si è rivolta ad AGCOM affinché si prendessero subito dei provvedimenti, anche per quel che riguarda le modalità tramite cui le compagnie informano i loro clienti.
Una data molto significativa è stata il 14 novembre 2017, quando la commissione di Bilancio del Senato ha sancito l’obbligo, per le società di telecomunicazioni e per le reti televisive, di ripristinare la fatturazione su base mensile, concedendo a tali società un lasso temporale di 120 giorni entro cui eseguire il ripristino delle bollette mensili.
Dal giorno 5 aprile 2018, dunque, l’obbligo di ritornare alla fatturazione mensile è tornato attivo, e a seguito di varie vicende legali il TAR ha fissato al 31 dicembre 2018 il termine massimo entro cui le società in questione devono provvedere a riconoscere i dovuti rimborsi ai loro clienti.

I consigli per i consumatori

Dal momento che la fatturazione a 28 giorni ha toccato praticamente tutti (chi non ha un abbonamento fisso o mobile!) è molto importante informare su tale aspetto, anche in considerazione del fatto che molti consumatori non si sono neppure accorti di aver pagato più del solito, non avendo ricevuto adeguate comunicazioni.
L’invito, dunque, è quello di verificare le fatture degli ultimi anni, e nel caso in cui le società di riferimento non abbiano provveduto a riconoscere il loro rimborso è importante muoversi.
Ci si può interfacciare direttamente con le compagnie in questione, contattando il servizio di assistenza clienti oppure inviando un reclamo, in alternativa si possono richiedere informazioni alle associazioni per i consumatori.

L’importanza di informarsi e comparare

Resta sempre valido, ovviamente, il consiglio di informarsi in modo dettagliato sulle varie tariffe proposte dalle compagnie, magari anche effettuando delle comparazioni.
Comparare è molto importante anche nell’ambito del medesimo operatore, di conseguenza se un consumatore è cliente 3, ad esempio, deve essere al corrente delle varie opzioni disponibili e richiedere, laddove lo ritenesse necessario, un cambio piano.
In rete non mancano affatto i siti Internet preziosi in tale ottica, come ad esempio Taglia La Bolletta, il quale dedica ampi approfondimenti sulle promozioni della 3 e non solo.