Dal lungomare al resto della città, spuntano i tavolini, rispettando scrupolosamente le misure di sicurezza.

Qualche minuto dopo le 12 titolari e dipendenti di quattro ristoranti del lungomare di via Partenope, a Napoli si sono allineati davanti ai locali e hanno applaudito. È un riconoscimento a medici ed infermieri per l’impegno nell’emergenze del Covid 19, ma anche un incitamento alla città ed a loro stessi. “È come il primo giorno di scuola – dice Patrizio Franco, uno dei titolari di “Antonio&Antonio” – dopo 75 giorni di chiusura“.

Dal lungomare al resto della città, spuntano i tavolini, a distanza di sicurezza, con tanto di adesivi e nastri in plastica per il rispetto delle distanze.

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I tavoli sono il 40% in meno, in applicazione delle linee guida anti-Covid 19, ma la voglia di riprendere è forte tra i ristoratori di Napoli, dopo 75 giorni di stop ed una perdita nel fatturato stimata sul 50%. L’obiettivo, per un’ annata già compromessa, è quello di contenere le perdite. Un’ operazione difficile perché nelle zone più turistiche della città, dal lungomare al centro antico, l’apporto dei turisti è decisivo.

Da noi – dice Antonino Della Notte, socio di uno dei ristoranti di via Partenope – i turisti, sopratutto stranieri, sono il 70% della clientela“. E all’aeroporto di Capodichino 106 destinazioni, per il 90% estere, prima del lockdown, quasi 11 milioni di passeggeri nel 2019 ed un transito quotidiano di circa 40 mila passeggeri, si riprenderà il 2 giugno con 11 destinazioni. Per ora, di collegamenti regolari, ce n’è uno solo al giorno, con Roma.

Intanto ristoranti e bar mettono a punto scrupolosamente le misure di sicurezza. Al “Vanilla Cafè” cartelli informano i clienti sulle modalità di utilizzo dei guanti monouso, da “Acquolina”, i menu’, per evitare il contatto, si leggono sullo smartphone, grazie ad un QR code, a terra sagome disegnate ed adesivi segnalano ai clienti la distanza di sicurezza da osservare.