Il Palazzo di Giustizia di Napoli

Tranne per alcune cause penali urgenti, continuano a piovere rinvii.

Nella Capitale “nell’ufficio del giudice di pace vengono trattate 4 cause al giorno, anziché le usuali 40“, in Corte d’appello civile vengono disposti rinvii ad un anno, lo stesso per il penale”, a Milano per quel che concerne “il giudice di pace civile vengono rinviate in autunno le cause iscritte a ruolo nei primi di marzo (per le quali c’è la disponibilità dei fascicoli), slittate a data da fissare le altre” e, ancora nel tribunale del capoluogo lombardo, “sempre per il settore civile, si trattano i procedimenti in cui non debbano esser presenti parti diverse da giudice e avvocati, ma ogni giudice si regola in modo diverso, e tutto il resto viene rinviato“, mentre nel settore penale “per il giudice di pace si trattano udienze di discussione da remoto, solo con il consenso del difensore e con i detenuti in carcere, le udienze si svolgono da remoto, con il detenuto tradotto in questura“.

Sono alcune delle segnalazioni sulla condizione della giustizia italiana nella cosiddetta ‘fase 2‘ dell’emergenza Coronavirus diffuse stamani dall’Organismo congressuale forense (Ocf), che parla di una ripresa ‘rompicapo’ negli uffici delle maggiori città della Penisola. A Napoli, inoltre, si legge nella nota dei professionisti, “la maggior parte delle cause, sia civili, che penali, stanno subendo ulteriori rinvii. Le penali, tranne le urgenti, sono quasi tutte rinviate e non vengono comunicati i rinvii, per le cause civili che non sono rinviate, i giudici chiedono la trattazione scritta con onere della parte di depositare telematicamente atti già depositati in precedenza in modo cartaceo” ed è, si chiude la nota degli avvocati, “tutto fermo dal giudice di pace“.

ad