domenica, Gennaio 29, 2023
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Fase 2, Anm: in metro non più di 100 persone, sul bus 20

Si fa sempre più complicata la situazione del trasporto pubblico a Napoli.

A Napoli un treno della metropolitana non potrà contenere più di 100 passeggeri a corsa a fronte degli 800 abituali mentre gli autobus potranno accogliere al massimo 20 persone e le funicolari 40. Sono le indicazioni date dall’amministratore unico dell’Azienda napoletana mobilità (Anm), Nicola Pascale, in un incontro con i componenti della Commissione comunale Qualità della Vita, presieduta da Francesco Vernetti., come fa sapere una nota, alla luce delle novità introdotte dall’ultimo decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, misure che, come è noto, verranno adottate sui mezzi pubblici all’avvio della Fase 2 il prossimo 4 maggio.

È evidente, è stato rilevato, che “con questi numeri la situazione del trasporto pubblico sarebbe molto impegnativa da gestire se la città ricominciasse a muoversi a pieno regime“. Il DPCM di ieri, e in particolare il decreto del Ministero dei Trasporti pubblicato la notte scorsa, detta le linee sulle categorie che ripartiranno dal 4 maggio e su come il sistema dei trasporti pubblici si dovrà adeguare alle esigenze di sicurezza imposte dalla Fase 2, come ricorda il comunicato. Pascale ha evidenziato “le significative limitazioni che verranno imposte alla circolazione su ferro e su gomma, che non potranno non avere conseguenze sulla qualità del servizio offerto se non si fa appello al senso di responsabilità di ogni cittadino“.

Resta, infatti, il principio che occorrerà muoversi “solo in caso di necessità, indossando mascherine e rispettando le distanze di sicurezza. Ma è inutile negare che i numeri consentiti sono esigui” ha precisato l’amministratore unico di Anm. “È certamente prevedibile e comprensibile, tuttavia, che in una prima fase i cittadini che rientreranno al lavoro useranno mezzi privati” ha chiarito Pascale, “per questo sarebbe opportuno anche ridiscutere il sistema delle tariffe sugli stalli a pagamento (strisce blu)“. Altro tema centrale in questa fase, ha concluso, è il dato delle risorse economiche: l’azienda ha perso 5 milioni di introiti al mese dall’inizio del lockdown, ed è inevitabile che questo problema dovrà essere affrontato su scala nazionale.

Nel dibattito Aniello Esposito (Partito Democratico) ha evidenziato che i numeri consentiti sono certamente problematici; c’è poi la necessità, prosegue la nota, di disciplinare gli accessi lungo le varie fermate delle linee metropolitane, pensando anche a tutelare gli operatori, sia con adeguati DPI sia predisponendo un’organizzazione che non li esponga alle possibili difficoltà che avranno a gestire l’utenza che non potrà avere accesso ai mezzi. Una soluzione, ha concluso, potrebbe essere quella di potenziare i mezzi disponibili e cadenzare meglio gli intervalli tra le corse.

Su questo aspetto Pascale ha chiarito che la fornitura di treni dalla Spagna e le necessarie operazioni di collaudo riprenderanno non appena possibile, così come è stato già contrattualizzato l’acquisto di 63 autobus, ma naturalmente i tempi sono più lunghi e non si riesce certamente a far fronte all’emergenza attuale.

Per Ciro Langella (Misto) le limitazioni imposte dal DPCM per il trasporto pubblico di linea erano prevedibili in questa fase di rodaggio che anticipa il 18 maggio; vanno intanto approfonditi altri aspetti, come ad esempio il ruolo del trasporto pubblico non di linea, che potrebbe essere di supporto ai mezzi pubblici, con tariffe predeterminate e necessariamente con “un coraggioso piano traffico cittadino che agevoli la viabilità in questa Fase 2“. È impensabile, ha precisato, l’ipotesi di utilizzare bus turistici per il trasporto di linea, come pure proposto in questi giorni.

Per Sergio Colella (DemA) valutare misure di circolazione alternative come le targhe alterne, potrebbe alleggerire il traffico veicolare privato in città. Anche su questo aspetto Pascale ha precisato che la valutazione di una limitazione del traffico veicolare privato da fuori Comune va valutata attentamente e con prudenza, perché il rischio è quello di una paralisi totale in mancanza di un servizio pubblico di linea che garantisca la piena efficienza.

Di questi aspetti, ha concluso il presidente Vernetti, la Commissione tornerà a discutere la prossima settimana con l’assessore alla Mobilità, Alessandra Clemente, e con quello ai Trasporti, Enrico Panini

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