Pigra la risposta dei clienti nel primo giorno di attività dopo due mesi di stop

Presidiati da polizia municipale e volontari come neanche un obiettivo sensibile, hanno riaperto a Napoli e in tutta la regione i mercati di generi alimentari. Doverose le precauzioni anti Covid per evitare assembramenti in luoghi solitamente affollati e dove è complicato tenere le distanze. Anche se, a giudicare dai primi riscontri, il rischio è minimo.

Non tutti i negozi hanno riaperto. Ed è stata pigra la risposta dei clienti nel primo giorno di attività dopo due mesi di stop a causa dell’emergenza Coronavirus. Tuttavia per quei pochi che stamattina a partire dalle 8 (e fino alle 14 in questa prima settimana sperimentale) sono tornati a fare la spesa dai propri fruttivendoli o salumieri di fiducia, è stato un po’ come rivedere qualcuno di famiglia di cui si erano perse le tracce. A Napoli, al mercatino di Mergellina, punto di riferimento di una clientela che arriva fino a Posillipo, gli ingressi sono alla spicciolata.

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La ripresa è lenta – spiega Luigi Russo, titolare col fratello Claudio di una gastronomia – ma l’importante era ripartire dopo due mesi di stop forzato. Purtroppo non tutti sanno che siamo tornati. Qualche cliente lo abbiamo avvisato ma la maggioranza non lo sa“. Davanti al banco dei salumi protetto dal plexiglass avanza a braccia aperte una cliente: “Finalmente, bentornati – esordisce – non ne potevo più di fare la fila nei supermarket. E poi, per noi della zona, il mercato è una cosa di famiglia. Si viene anche per scambiare una chiacchiera. E magari risparmiare qualcosina”. Già, i prezzi del mercato: “Rispetto a due settimane fa – interviene Lello che gestisce un banco frutta – si sono calmierati del 50%. C’era una grande richiesta dal Nord e alcune specialità, penso ai pomodorini, scarseggiavano. Ma ora si può spendere bene. Per ora il flusso di clienti è contenuto, ma è anche vero che il lunedì è tradizionalmente una giornata lenta. Ora contiamo sul tam tam“. “E’ stata dura rimanere fermi – aggiunge Anna della vicina Boulangerie – ma ora ci rimbocchiamo le maniche e si riparte“.

Dalla Prima Municipalità a Fuorigrotta la musica non cambia. La novità non è arrivata a tutti: “Abbiamo usato i social e girato il quartiere con il megafono a bordo di pulmini – spiega Salvatore Guerriero, presidente del vasto mercato di via Metastasio e della federazione regionale degli ambulanti – ma è chiaro che non basta. Oggi hanno aperto solo fruttivendoli e macellai ma domani tornano anche le pescherie e allora potremo contare su una settantina di box aperti. La nostra funzione è importante anche per calmierare i prezzi che in qualche caso erano saliti alle stelle“. Anche qui polizia municipale e volontari dell’Ange (le guardie ecozoofile) presidiano i varchi d’accesso: “Ma il nostro è un mercato grande, il distanziamento è assicurato“. 

Altro giro altra storia a via Nerva, dove sorge il mercato di frontiera di Soccavo, a due passi dal popoloso Rione Traiano. Qui solo 4 dei 60 commercianti che hanno uno stand hanno potuto riaprire e non c’entrano nulla le prescrizioni anti Covid: “E’ una vecchia storia – dice un loro rappresentante –. Il Comune ci aveva chiesto degli adeguamenti che a causa dello stop non siamo riusciti a fare e ora ci troviamo a non poter riaprire. In un momento così delicato facciamo un appello al Comune perché ci fornisca una scadenza più ampia per metterci in regola permettendoci nel frattempo di ripartire“.