Eleonora De Majo

La nomina in quota Insurgencia

di Giancarlo Tommasone

Un fantasma si aggira tra le stanze di Palazzo San Giacomo e non è quello del comunismo. Da circa tre mesi si è palesata una ectoplasmatica giovane figura assessorile, che risponde al nome di Eleonora, Eleonora De Majo, nominata dal sindaco in quota Insurgencia, nell’ambito dell’ultimo rimpasto di marca arancione. La delegata alla Cultura, al momento fa segnare un primo bilancio pari a zero, sul versante della attività svolta.

ad
Da quando riveste l’incarico si è contraddistinta
soltanto per una serie di polemiche
e di brutte figure, che l’hanno vista protagonista

Parliamo ad esempio dello scontro a distanza con la comunità ebraica che ha addirittura disertato l’appuntamento per l’installazione delle pietre d’inciampo, e la cerimonia comunale per il Giorno della Memoria; della polemica innescata dagli intellettuali partenopei che si sono risentiti per una nomina che non ha alcuna ragione, né di merito né politica, di esistere. Senza dimenticare il no incassato da De Majo, dalla senatrice Liliana Segre, che ha rispedito al mittente la proposta di cittadinanza onoraria, perché ha tenuto a sottolineare la sopravvissuta ad Auschwitz, si esauriva nella più classica delle manovre strumentali.

Le accuse
di antisemitismo

Un tentativo, quello di De Majo, di cercare di recuperare terreno dopo le accuse di antisemitismo piovutele addosso per un assai «infelice» post su Facebook. E poi c’è da aggiungere il flop della notte d’arte al centro storico (quella delle autorizzazioni dimenticate), e una serie di iniziative annunciate in pompa magna, e rivelatesi degli insuccessi su tutta la linea. A questo punto, è spontaneo chiedersi: in quasi novanta giorni di assessorato, Eleonora De Majo che cosa ha prodotto, tranne qualche post sui social e qualche passerella agli eventi di Palazzo San Giacomo? Ma davvero crede, De Majo, che per essere assessore alla Cultura a Napoli (città che vanta 2.500 anni di storia), basti postare una canzone di Vasco Rossi in bacheca, e indossare la mise da intellettuale?