In alto, da sinistra: i due post pubblicati su Facebook. Sotto, a sinistra il sindaco Luigi de Magistris e il consigliere comunale Carmine Sgambati

di Giancarlo Tommasone

«Galeotto» fu il post. Sarebbe stata proprio una frase pubblicata su Facebook (sussurrano da Palazzo San Giacomo) a non andare giù al sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. E allora l’autore di quello scritto, sarebbe stato invitato a correggere immediatamente il tiro. Ma andiamo per gradi, partiamo dalla giornata di giovedì, quando sulla bacheca del consigliere comunale Carmine Sgambati, presidente della Commissione Sport del Comune, compare una galleria di foto e video, attraverso la quale si annuncia che nell’aula di Via Verdi si è tenuta l’asta per il fantacalcio municipale, FantaNapoli.

E’ un progetto a cui Sgambati lavora
alacremente ormai dal mese di dicembre.

Tornando al post, giovedì così scrive Sgambati riferendosi all’aula consiliare gremita per la fase preliminare del torneo: «Finalmente banchi pieni e persone sorridenti. Che soddisfazione. L’asta di FantaNapoli. Passione e cuore». Qualcuno ha focalizzato l’attenzione su quel passaggio, «finalmente banchi pieni», anche Stylo24 lo ha fatto, sottolineando oltre alla discutibilità e all’opportunità dell’iniziativa del fantacalcio, anche il fatto che con quella frase si mettesse in «ridicolo» l’operato dell’intero Consiglio, che appena due giorni prima era andato deserto.

E che ultimamente conta un numero considerevole
di sedute saltate a causa della mancanza del numero legale.

«Quando ci si è accorti anche in Comune dell’inopportunità delle parole scritte da Sgambati, il primo cittadino, alquanto contrariato, lo avrebbe fatto immediatamente contattare, perché provasse a mettere la classica pezza», dichiara una fonte vicina alla maggioranza, a Stylo24. «In effetti – tiene a specificare – con questa storia del fantacalcio l’intero Consiglio ha fatto davvero una brutta figura».

Ma che succede dopo la presunta telefonata?
Sgambati, nel pomeriggio di ieri, modifica lo scritto
di introduzione alla galleria fotografica (quella di giovedì).

Al posto dell’infelice «finalmente banchi pieni, ecc…», sulle immagini dell’aula gremita per l’asta, compare una sorta di precisazione: «Iniziativa privata (tutto in maiuscolo nell’originale), a costo zero. Insieme tutte le municipalità». Benissimo, iniziativa privata. Ma allora c’è da chiedersi: perché un’iniziativa privata deve tenersi all’interno dell’aula del Consiglio comunale? E poi perché un’iniziativa privata deve recare il logo di Palazzo San Giacomo (come si evince da una locandina che Sgambati posta sul suo profilo lo scorso 30 gennaio)? Ma c’è di più, sul sito del Comune di Napoli, ci sono oltre alle ‘manifestazioni di interesse progetto FantaNapoli’ della V e della X Municipalità, anche due comunicati ufficiali, uno del 21 dicembre, l’altro del 14 gennaio.

«Nella riunione presieduta da Carmine Sgambati con la partecipazione dell’assessore Ciro Borriello e dei rappresentanti di alcune Municipalità, è proseguito il confronto sul progetto “FantaNapoli. Una città che gioca”. Nuovo incontro oggi della commissione Sport, presieduta da Carmine Sgambati, con i rappresentanti delle Municipalità del Comune di Napoli in previsione dell’avvio del torneo FantaNapoli – Una città che gioca, già illustrato lo scorso 21 dicembre, che punta a far conoscere e valorizzare i territori municipali attraverso la passione per il calcio», recita il comunicato del 14 gennaio.
Delle due l’una: o questa del fantacalcio è un’iniziativa privata e allora, l’asta non avrebbe dovuto tenersi all’interno della sala consiliare, né avrebbe dovuto – in quanto iniziativa privata – attingere dalle energie e dal tempo sottratti alla Commissione Sport del Comune (chiamata ad affrontare questioni ben più urgenti), oppure è un’iniziativa del Municipio, che effettivamente, abbiamo visto, fa riempire l’aula di Via Verdi come poche volte capita.
In tutto questo c’è però da rilevare il doppio scivolone di Sgambati: il primo, quando scrive il post della sala gremita, il secondo quando cassa la precedente pubblicazione sostituendola con quella in cui specifica che il torneo di fantacalcio è un’iniziativa privata.

Del resto, quando si tratta di discernere
tra ruolo istituzionale e iniziative private,
Sgambati fa sempre un po’ di confusione.

Lo scorso novembre, ad esempio, si era recato a Milano, in fascia tricolore, in occasione dell’inaugurazione del locale meneghino della trattoria Nennella, che in effetti, non sembra essere proprio una municipalizzata del Comune di Napoli.