Sala del Consiglio comunale di Napoli gremita per l'asta del fantacalcio municipale

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di Giancarlo Tommasone

Dall’approvazione del Bilancio all’asta del fantacalcio è veramente questione di un attimo, e capita pure questo a Via Verdi, dove, ultimamente, non si contano più le sedute saltate.

Però,
giustamente,
si trova il tempo
e si ritiene necessario
partecipare
Alla «genialata»
del consigliere
Carmine Sgambati,
FantaNapoli

Iniziativa, di cui, come già sottolineato da Stylo24 qualche settimana fa, il capoluogo partenopeo avrebbe fatto certamente anche a meno. Perché è da considerarsi squisitamente inutile.

La soddisfazione del consigliere
Carmine Sgambati su Facebook

Ma tant’è e a informare la cittadinanza tutta ci ha pensato l’ideatore del progetto in persona, il presidente della Commissione Sport, che dal suo profilo Facebook, taggando tra gli altri, il vicesindaco Panini, l’assessore Borriello e il presidente della III Municipalità, Poggiani, ha scritto: «Finalmente banchi pieni e persone sorridenti. Che soddisfazione. L’asta di FantaNapoli. Passione e cuore».

In verità ci saremmo aspettati un finale un po’ più classico, da uno dei più fervidi sostenitori del «Regno dell’amore» e del «Pil della felicità», una chiusura tipo «scurdammece ’o passat’, simme ’e Napule, paisà» o anche «Maradona è meglio ’e Pelé», però dobbiamo accontentarci. Per inciso, non volge per niente a favore dell’immagine del Consiglio, la frase «finalmente banchi pieni e persone sorridenti», anche perché, non è che ai cittadini importi poi tanto, del sorriso, e pure perché gli scranni di Via Verdi dovrebbero essere sempre pieni, per affrontare questioni ben più importanti di un’asta per il torneo municipale di fantacalcio.

Ma il pallone, non dimentichiamolo, per molti (pure per alcuni amministratori) in questa città, è «riscatto sociale» e la difesa dei colori azzurri (anche dai cori discriminatori), viene prima di qualsiasi altra cosa.

La delegata all’Autonomia a «Donne nel Pallone»

E allora sotto i riflettori di uno studio televisivo finisce anche la delegata all’Autonomia, Flavia Sorrentino, che partecipa alla trasmissione di Julie News «Donne nel Pallone». Ma che cosa sta succedendo a Palazzo San Giacomo? Fantacalcio, ospitate alle trasmissioni del Napoli, c’è pure chi muove i primi passi come attrice.

Prova da attrice per l’assessore Alessandra Clemente

Si tratta dell’assessore Alessandra Clemente, che (come riporta il «Corriere del Mezzogiorno») si è cimentata in una battuta nel film in lavorazione, «Napoli Eden» diretto da Bruno Colella. Menomale però che esistono elementi per tornare con i piedi saldamente ancorati alla realtà. E allora, come rileva un articolo de «Il Mattino» a firma di Valerio Esca, si registrano «rimborsi sostanziosi» per quattro consigliere elette nel 2016. Tutto avviene a norma di legge, è bene sottolinearlo.

«Rimborsi d’oro» per quattro consigliere

Si tratta, infatti, dei rimborsi che Palazzo San Giacomo effettua nei confronti dei datori di lavoro dei consiglieri (comunali o delle dieci municipalità) dipendenti di enti o altre aziende. I consiglieri che partecipano alle quotidiane commissioni in Comune, non possono naturalmente recarsi presso il luogo dove sono occupati (per evidenti motivi istituzionali), ma percepiscono lo stipendio.

Gli emolumenti, vengono versati tutti i mesi dai datori di lavoro,
che a loro volta vengono poi rimborsati dal Comune

I casi che saltano immediatamente agli occhi – rendiconta Esca – sono dunque, quelli di Anna Ulleto, (ex Pd, oggi nel gruppo misto) che nel 2015 dichiarava 15mila 706 euro, mentre nella dichiarazione relativa al reddito 2017, raggiunge 92.223 euro; Maria Caniglia, consigliera comunale di maggioranza del gruppo Sfasteriati e presidente della Commissione Welfare, nel 2015 percepiva 17mila 591 euro l’anno, nel 2017 dichiara invece 72mila 100 euro; Manuela Mirra, consigliera del gruppo dei Riformisti e presidente della Commissione Bilancio, nel 2015 dichiarava 6.141 euro, mentre nel 2017 ne dichiara 55mila 353; Alessia Quaglietta (Pd) passa da una dichiarazione non presentata nel 2015, e che dunque risulterebbe attestarsi sullo zero, alla dichiarazione di 51.821 euro nel 2017.

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