di Giancarlo Tommasone

Gli indagati sono trentasette, 5 le persone (tra esse anche un medico napoletano), invece, che sono finite agli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione «Il canto delle sirene», terminale dell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Potenza.  Emesso ed eseguito anche un provvedimento di interdizione dai pubblici uffici.

Il danno cagionato all’Inps ammonta
complessivamente a 132.150 euro

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il gruppo aveva messo in piedi, probabilmente da anni, un’associazione per delinquere per truffare l’Inps e ottenere quindi un’indebita percezione di pensioni di invalidità e indennità di accompagnamento, reclutando nel Potentino anziani compiacenti che dovevano fingersi invalidi, e organizzando tutte le procedure con l’aiuto di avvocati, sanitari e medici.

Nel registro degli
indagati è finito anche
il nome della madre
della cantante lucana, Arisa

Assunta Santarsiero, questo il nome della donna di 62 anni (residente a Pignola in provincia di Potenza), è accusata di truffa in concorso. Secondo quanto si evince dagli atti dell’inchiesta avrebbe ottenuto la condizione di invalidità civile e i benefici dell’indennità di accompagnamento «fingendosi affetta da gravi patologie- è riportato nell’ordinanza a firma del gip Lucio Setola – tali da renderla incapace di attendere autonomamente agli atti quotidiani della vita senza un’assistenza continuativa». La 62enne, annotano i magistrati, nel 2017, venne «accompagnata dal marito e trasportata su carrozzina (nel Tribunale di Potenza) perché non in grado di camminare autonomamente». «Al momento dell’esame clinico si dimostrò – è scritto sempre nell’ordinanza – impossibilitata a provvedere ai suoi elementari bisogni e a svolgere gli atti quotidiani della vita senza assistenza». In tal modo, «traeva in inganno» il perito nominato dal giudice del Tribunale civile. Secondo gli inquirenti, però, era tutta una farsa, pure «la visita sulla sedia a rotelle era evidentemente tutta una messinscena».

La circostanza
della falsa invalidità, emerge
dai pedinamenti degli agenti
della Squadra mobile

La donna sarebbe stata in «grado di uscire da casa da sola e di muoversi autonomamente, portandosi persino nel terreno adiacente alla sua abitazione per dedicarsi ai lavori dei campi senza aver bisogno di essere accudita da alcuno e senza documentare difficoltà deambulazione». Tra le persone finite ai domiciliari c’è anche un medico napoletano. Si tratta del 59enne Francesco Di Giovanni. E’ scritto nero su bianco nell’ordinanza, «per spiccata spregiudicatezza criminale, si segnala la figura del primario di Radiologia (presso l’Azienda ospedaliera San Carlo di Potenza), Francesco Di Giovanni. In alcune conversazioni intercettate, lui e il suo complice, Antonio Pace, discutono su come dividersi il compenso dei certificati medici che confeziona. Le riprese video all’interno dello studio del medico documentano anche un passaggio di denaro tra i due».

Sono diversi gli episodi contestati dall’accusa a Di Giovanni. In una occasione, è riportato nell’ordinanza, «percepiva da Rocco Donato Verrastro (uno degli indagati) la somma di mille euro per compiere un atto contrario ai doveri di ufficio, consistente nella predisposizione di una falsa consulenza tecnica, allo scopo di favorire quest’ultimo, parte ricorrente in processo, ai fini del riconoscimento dei benefici pensionistici connessi all’indennità di accompagnamento».

Per attestare false patologie
susseguenti a inesistenti
incidenti stradali,
il medico si accontentava
anche di 150 euro

Come segnala il pm, nelle richiesta di applicazione di misure cautelari, Di Giovanni «attraverso suoi complici, è molto attivo nella produzione di falsi certificati medici, a seguito di sinistri stradali, che poi vengono presentati alle assicurazioni per il risarcimento del danno.

Le intercettazioni telefoniche

Le conversazioni con il suo procacciatore d’affari, Gerardo Zitarosa (originario di Oliveto Citra, nel Salernitano) ci restituiscono uno spaccato sconvolgente della spiccata capacità criminale del sanitario».

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Nel corso di una conversazione che avviene nello studio del medico l’undici marzo del 2017, tra quest’ultimo e Zitarosa, emerge che «dopo aver concordato la stesura di 3 certificati medici per un sinistro stradale, i due complici si soffermano sulle tariffe da applicare nella redazione dei certificati. Di Giovanni chiarisce al suo interlocutore la percentuale da corrispondere per le certificazioni mediche rilasciate, facendo un esempio: a fronte di 200 euro emetterà una fattura di 150 euro, corrispondente al suo guadagno, mentre la rimanenza (50 euro) costituirà il profitto del complice. “Cioè nel senso, se tu… faccio un esempio, la persona:.. perché se no poi ci vado a rimettere. In che senso? tu gli dici 200, faccio un esempio, io però te ne fatturo 150, perché là la 50 extra te la prendi tu. Però io te ne fatturo solo 150. Se no mi trovo dopo in difficoltà, che se te ne fatturo 200, dopo mi trovo con 200”».