Continua ad essere avvolta nel mistero la vicenda dell’audio WhatsApp che avrebbe rivelato di alcuni scontri avvenuti all’aeroporto di Londra tra tifosi di Roma e Napoli. In particolare, stando a quanto riferito, un gruppo di supporter partenopei avrebbe aggredito con chiavi inglesi, cinte e quant’altro, i romanisti in trasferta per seguire la sfida con il Chelsea.

Come Stylo24 ha avuto modo di appurare, niente di tutto ciò è avvenuto. Anzi, sia la Digos di Napoli che quella di Roma, così come l’Ambasciata italiana oltremanica, non avrebbero ricevuto alcun riscontro. E pensare che, in un luogo così controllato come un aeroporto, un evento del genere passi sotto silenzio è quantomeno surreale, volendo usare un eufemismo.

ad

Assodato si tratti di un fake, però, la conferma di come non sia un gesto isolato ci viene data un secondo audio. In cui si prova a dare supporto alla tesi dell’imboscata. “Ve l’assicuro, ci stiamo sentendo adesso. Ci stanno 150 napoletani che rimangono a Londra. Non sono partiti neanche per Manchester. Sono due giorni che stanno su, sono proprio armati. Di brutto pure. Bisogna stare abbastanza allerta chi va. Purtroppo siamo partiti senza armi. Faremo un po’ di bandierine con stecche verdi e vedremo un attimo di fare”.

E forse è proprio questa seconda voce ad essere la chiave di tutto. Infatti, tenendo presente il codice degli ultras, questo tipo di messaggio non fa altro che contenere scherno per gli avversari. Lanciando, allo stesso tempo un vero e proprio guanto di sfida per i prossimi incontri (scontri) tra le due tifoserie. Viene posto, in quelle parole, l’accento su ciò che, secondo i romanisti, sarebbe dovuto essere. Ovvero la rinuncia da parte dei napoletani persino alla partita di Manchester. Pur di non perdere l’occasione di trovarsi faccia a faccia con i nemici giallorossi.

Nulla, quindi, può essere escluso in questo momento. Neanche che la registrazione del secondo audio sia avvenuta dopo la partita vinta dal Napoli a Roma. E in questo caso l’obiettivo sarebbe potuto essere anche quello di accendere i riflettori sui napoletani in maniera negativa. Magari confidando in qualche sanzione nei loro confronti.