Scontro tra fazioni Pd a Castellammare e Vico Equense per la poltrona di presidente del Parco dei Monti Lattari

Tristano Dello Ioio, il presidente del Parco dei Monti Lattari, dopo l’incontro di sabato con l’assessore regionale all’Ambiente Fulvio  Bonavitacola si prepara ad andare da De Luca, che lo ha nominato ed è legato a lui anche da relazioni di amicizia familiare, per chiedergli sostegno. I Pd di Vico Equense, dissenzienti dalla levata di scudi del partito contro il presidente del Parco, hanno contattato a loro volta Bonavitacola, il quale li avrebbe rassicurati sulla permanenza di Dello Ioio fino al 31 dicembre 2022. Il Pd di Castellammare va in cerca della talpa che ha fatto uscire la notizia della lettera a De Luca, Casillo e Sarracino contro Dello Ioio e rivendica di avere agito per questioni di merito e non di interesse.  Continua la querelle interna al partito democratico della zona dei Monti Lattari relativa alla presidenza della riserva naturale.

La mossa dei membri del partito di Vico Equense  è stata dettata da un ragionamento politico che si può sintetizzare così: il presidente del Parco, con tutti i suoi limiti di gestione e pur essendo sostanzialmente una creatura di De Luca con scarsa autonomia da chi lo ha nominato, rappresenta in questo momento l’unico argine a Gennaro Cinque, l’ex sindaco di centro destra di Vico Equense, poi assessore ai Lavori Pubblici del Comune vicano, eletto a settembre in consiglio regionale con Caldoro e da alcune settimane transitato nel gruppo misto. Cinque negli ultimi mesi e coerentemente con la sua posa di “uomo del fare” è entrato in rotta di collisione con il presidente del Parco per vicende legate a cantieri e scavi correlati al progetto di raddoppio dell’elettrodotto di Terna, che ha sostenuto e caldeggiato. Secondo Dello Ioio, lo ha fatto anche scavalcando la necessità di richiedere permessi ed autorizzazioni.  Sul versante del Pd stabiese il segretario Peppe Giordano non nasconde la sua irritazione in relazione alla circostanza che la notizia della “sfiducia” a Dello Ioio partita dalla sua sezione sia trapelata all’esterno.

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Tristano Dello Ioio

«Era – sottolinea – una lettera riservata e tale doveva rimanere, perché si trattava di una riflessione politica interna al Pd. Se avessimo voluto diramarla avremmo fatto un comunicato stampa».  Nel merito, poi, sostiene: «Personalmente non ho nulla contro il presidente e non ho interessi legati ai finanziamenti che sono in arrivo sul Faito. Il nostro documento rileva in maniera puntuale una serie di mancanze, dalla inadeguata manutenzione degli alberi e del sottobosco alla latitanza del piano del Parco, dall’illuminazione alla non attuazione della delocalizzazione delle antenne».  Nicola Corrado, l’uomo che secondo indiscrezioni i Pd stabiesi avrebbe voluto spingere sulla poltrona di Dello Ioio e che negli ultimi tempi si è reso protagonista di varie iniziative imprenditoriali sulla montagna, legate alla ristrutturazione ed alla riconversione a fini turistici di ville ed immobili, non commenta.

«Non credo proprio – sostiene in sua vece Giordano – che Corrado abbia velleità del genere». La montagna è al centro di grossi investimenti. C’è un finanziamento di Invitalia per 5 milioni destinato al recupero del Grand Hotel Faito chiuso da tempo ed al centro di una inchiesta della Procura di Torre Annunziata relativa ai permessi rilasciati dal Comune di Vico. Un albergo, peraltro, che oggi rappresenta anche un grande problema ambientale perché il tetto ha una diffusissima presenza di amianto che andrebbe rimosso. C’è, poi, il progetto per il raddoppio di potenza dell’elettrodotto di Terna. Lavori che innescheranno opportunità di appalti anche per imprese del territorio e, di conseguenza, potrebbero essere occasioni di consenso elettorale per le forze politiche che interloquiranno con Terna.

Un intervento quello del raddoppio dell’elettrodotto, si diceva, che secondo il Wwf ed Italia Nostra è incompatibile con le norme di salvaguardia del Parco e con quelle europee a tutela dei siti di importanza comunitaria e delle zone a protezione speciale. C’è, poi, la partita del nuovo piano paesistico. Quello vecchio, redatto da un gruppo di professionisti liquidati con 40.000 euro, non è andato mai all’esame del consiglio regionale. Dello Ioio vuol farne uno nuovo con altri professionisti, che intenderebbe pescare soprattutto dall’ateneo di Fisciano, ed ha dunque intenzione di istituire un nuovo Ufficio di Piano.

Il 13 gennaio ha ricevuto una missiva dall’architetto Riano, che coordinava il primo gruppo, dai toni piuttosto ultimativi: «La invitiamo a sospendere ogni determinazione di merito ed a promuovere un incontro con l’attuale Ufficio di Piano, ancora in essere, per valutare l’iter di completamento del lavoro già svolto, anche sulla base delle modifiche che lei riterrà, sulla base del suo ruolo e della sua competenza, apportare».

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