di Giancarlo Tommasone

Chissà quante volte i protagonisti della terza faida di Scampia avranno visto e rivisto la sequenza cult in cui don Vito Corleone riprende il figlio Sonny, poco dopo che è terminato il meeting con Sollozzo. Il padrino dice al giovane boss interpretato da James Caan e colpevole ai suoi occhi di aver aperto la bocca sproposito: mai dire a una persona estranea alla famiglia quello che c’hai nella testa. E’ la regola base degli intrighi, degli accordi sottobanco, della strategia mafiosa o camorristica che dir si voglia. Il gruppo della Vanella doveva essere sterminato in blocco dal cartello formato dagli Abete-Abbinante-Notturno. A descrivere i particolari della circostanza è stato uno dei pentiti del clan di via Vanella Grassi, Mario Pacciarelli.

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Il boss dei “girati”, Antonio Mennetta

Quest’ultimo, detto ‘o russo, insieme ai suoi ex sodali, doveva morire nell’ambito di un tranello ordito dal gruppo rivale. E’ lui stesso a raccontare la dinamica dei fatti e di come riuscì a far fallire il piano degli avversari. Siamo a Natale del 2011, all’epoca, la Vanella aveva riallacciato, sottobanco, i rapporti con gli Amato-Pagano. Tutti i componenti della cosca che controllava il Lotto G avrebbero dovuto partecipare a un incontro, che doveva decretare la loro fine. sarebbe stata una carneficina che avrebbe annullato in partenza la genesi della terza faida.

Rosario Guarino, soprannominato Joe Banana

Mario Pacciarelli, dunque, si mette d’accordo con il direttorio del clan e si decide che all’appuntamento vadano solo lui e Rosario Guarino, alias Joe Banana. Una scelta audace ma anche oculata, poiché – pensa Pacciarelli – la maggior parte del gruppo è al sicuro e nessuno avrebbe ucciso solo due elementi, attirandosi poi, addosso, tutta l’ira e la potenza di fuoco di quelli della Vanella.

Raffaele Amato
Raffaele Amato, il primo capo del clan degli Scissionisti

L’incontro ha luogo e come previsto non accade alcunché. Anzi, sempre secondo la logica degli intrighi e del non far capire le intenzioni della ‘famiglia’, i camorristi delle opposte fazioni brindano e festeggiano il Natale tutti insieme. Di lì a poco, però, si scatenerà la guerra, la cosiddetta terza faida di Scampia, principiata dal duplice omicidio di Raffaele Stanchi, meglio conosciuto come Lello Bastone e del suo guardaspalle Luigi Montò.

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