lunedì, Dicembre 6, 2021
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Terza faida di Scampia, l’ossessione degli Abbinante: uccidere Antonio Mennetta

Il pentito Pasquale Riccio ha rivelato i tentativi per eliminare il boss della Vanella Grassi: in una occasione avevamo anche un’auto blindata.

Una vera e propria ossessione, quella degli Abbinante durante la terza Faida di Scampia: uccidere Antonio Mennetta, boss della ‘Vanella Grassi’. A rivelarlo, come riporta ‘Cronache di Napoli’, è stato Pasquale Riccio, uno dei capi della cosca dei ‘Sette Palazzi’, che fece parte, come da lui stesso rivelato, del gruppo di fuoco che avrebbe dovuto uccidere il ras.

“Tentammo due volte, la prima volta eravamo io, Abbinante Arcangelo, ed altri oltre a Raia Giovanni. La seconda volta quando invece uscì Accurso Umberto a gennaio del 2013, il gruppo di fuoco era composto da me, Raia Giovanni, Gelsomino Giovanni e Abbinante Gennaro. Avevamo un’auto blindata, una Lancia Kappa che ci fornì Salvatore Abrunzo, poi deceduto”. In entrambe le occasioni, però, per ragioni che Riccio non spiega, Mennetta, che veniva accusato dagli Abbinante di aver dato inizio alla faida, e di essere il mandante di diversi omicidi, tra cui quello di Ciro Abrunzo, ebbe salva la vita.

Come ha riferito il collaboratore di giustizia Giuseppe Ambra, anche l’arrivo di un massiccio spiegamento di forze dell’ordine aveva complicato la strategia. Tanto che vennero fatte esplodere alcune bombe a mano nelle roccaforti della ‘Vanella Grassi’. Il tutto con lo scopo di distogliere l’attenzione da Casavatore, dove si pensava che Mennetta fosse nascosto sotto la protezione dei Ferone.

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