lunedì, Gennaio 24, 2022
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Faida di Ponticelli, i De Martino tornano all’attacco: spari davanti casa del bombarolo Luigi Austero

Individuato il possibile obiettivo della stesa avvenuta in via dei Mosaici: il 26enne dei De Luca Bossa è stato arrestato pochi giorni fa con l’accusa di aver piazzato un ordigno in via Esopo

Ennesimo cambio di fronte nella faida che ormai da mesi sta avvelenando Napoli Est. I sicari della camorra sono tornati in azione nella notte a cavallo tra domenica e lunedì con una nuova azione dimostrativa, la famigerata stesa, e l’hanno fatto in una delle zone più degradate di Ponticelli, via dei Mosaici, non distante dal Sert dell’Asl Napoli 1. La zona in cui è avvenuta la sparatoria è da tempo ritenuta sotto lo stretto controllo del clan De Luca Bossa, circostanza questa che spinge gli investigatori che stanno lavorando al caso a ritenere che dietro il raid possa esserci la firma dei rivali del gruppo De Martino “Xx”.

Il commando, stando agli accertamenti eseguiti sulla scena dai carabinieri, hanno esploso due colpi di pistola, nessuno dei quali ha per fortuna causato feriti o danni a cosa. A preoccupare è però soprattutto il contesto del raid. La stesa è infatti avvenuta davanti al civico 3 di via dei Mosaici: all’interno di quel parco risiedono diversi pregiudicati, tra i quali spicca il nome del 26enne Luigi Austero, emergente ras del clan De Luca Bossa arrestato lo scorso fine settimana con l’accusa di essere uno dei bombaroli che la notte dello scorso 11 maggio ha lanciato un ordigno in via Esopo, a due passi dalla roccaforte dei De Martino, il rione Fiat.

Se l’obiettivo del raid venisse confermato questo significherebbe che i ribelli del gruppo “Xx”, nonostante agli arresti subiti negli ultimi mesi, non hanno alcuna intenzione di arretrare. Anzi, con quest’ennesima sparatoria potrebbero aver voluto lanciare un nuovo avvertimento ai reduci della paranza capeggiata da Austero, lasciando intendere forse di essere pronti ad allargare la propria zona di influenza. I carabinieri, eseguiti i rilievi tecnici di routine, hanno provato a dare subito uno sprint alle indagini, ma di testimoni neppure l’ombra. Qualche aiuto potrebbe però forse arrivare dalle poche telecamere disseminate in zona.

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