martedì, Novembre 29, 2022
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Faida del Mercato, trema il clan Minichini-Rinaldi: «Gabriella ha gettato la benzina»

Il super pentito Tommaso Schisa accusa il nuovo boss in gonnella di Napoli Est: «È lei a gestire le estorsioni, tutte le ditte di pulizie di Ponticelli le pagano la tangente»

di Luigi Nicolosi

Come un fiume in piena è pronto a travolgere gli affari criminali di quel che resta del temibile clan Rinaldi-Minichini di Napoli Est. Tommaso Schisa, collaboratore di giustizia di primo piano che ha già contribuito allo sviluppo di importanti inchieste giudiziarie, è l’uomo che più di tutti negli ultimi mesi ha descritto per filo e per segno i livelli di potere interni alla cosca con base a Ponticelli e San Giovanni a Teduccio. Ma Schisa non si è limitato soltanto a questo. Tra le sue ultime rivelazioni compare infatti anche la minuziosa descrizione della faida che ha visto i Rinaldi in lotta con i Mazzarella per la conquista della zona del Mercato e delle Case Nuove: «Michele Minichini e Ciro Rinaldi – ha spiegato il pentito il 2 ottobre 2019 – con l’appoggio di un parente delle Case Nuove si sono presi piazza Mercato. Io ero in carcere ma Michele Minichini mi spiegò che avevano gettato la benzina. Le estorsioni le faceva Gabriella Onesto, che ha subito anche un agguato».

Quella raccontata da Schisa è stata una stagione di puro terrore, la stessa per cui pochi giorni fa le forze dell’ordine, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, hanno portato dietro le sbarre quattro esponenti dei rivali clan Mazzarella e Minichini. Proprio le nuove dichiarazioni del collaboratore di giustizia costituiscono una delle colonne portanti dell’inchiesta. Sul punto, l’ex killer dei Rinaldi ha infatti rivelato: «Gabriella Onesto (fedelissima del ras Michele Minichini “tiger”, ndr) si occupa di gestire le estorsioni dalle ditte di pulizia di tutta Ponticelli. Martina Minichini, se ben ricordo, gestisce la piazza di erba in via Bartolo Longo, in realtà incassa solo i ricavi perché è sorella di Michele e Alfredo».

Un altro importante passaggio è poi dedicato al ruolo di Fabio Oliviero, componente del gruppo di fuoco del clan di Napoli Est: «“’O chiatto” è un altro affiliato stipendiato dal clan. Ha partecipato anche a delle stese. All’epoca in cui i Minichini e i Rinaldi avevano preso il potere nel quartiere “’ngopp e mur”, Fabio accompagnava Gabriella Onesto a prendere le estorsioni sulle piazze di spaccio e dalle prostitute. Proprio mentre si stavano recando a prendere un’estorsione in quella zona subirono un’imboscata da parte dei Mazzarella. All’epoca dell’agguato io ero detenuto, fu poi informato del fatto nei colloqui da mia madre (Luisa De Stefano la “pazzignana”, ndr) e ancora dopo da Gabriella Onesto e da Michele Minichini. Mia madre mi disse che era presente all’agguato anche Martina Minichini».

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