venerdì, Ottobre 7, 2022
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Export e Made in Italy, da Napoli segnali di crescita

Il commercio mondiale in crescita e con segnali di dinamismo importanti, con l’Italia che occupa il nono posto nel mondo per export, registrando una crescita del 16, 9% delle esportazioni dal 2008 al 2018. E’ uno degli elementi piu’ importanti che emergono dal trentatresimo rapporto stilato dall’Istat, in collaborazione con l’Istituto per il Commercio Estero. L’annuario 2019, presentato a Napoli, con il ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, conferma che Stati Uniti, Francia e Germania rappresentano ancora i principali mercati di sbocco per le merci italiane, con una quota complessiva del 22,3 per cento. Il valore complessivo dell’export italiano e’ pari a 463 miliardi di euro e i paesi con maggiore dinamicita’ per le esportazioni italiane, nel 2018, si sono rivelati Svizzera, Paesi Bassi e Stati Uniti.

E’ in crescita anche il valore nominale dell’interscambio mondiale di servizi (+7,7%). Gli investimenti diretti esteri registrano invece una decisa diminuzione (-13,4%). In questo quadro internazionale, l’Italia registra una crescita del valore in euro sia delle merci esportate (+3,1%) sia, in misura piu’ ampia, di quelle importate (+5,6%). “Sono molto contento che anche l’Istat ci dica che le esportazioni aumentano – sottolinea il ministro per lo Sviluppo Economico Luigi Di Maio – Stiamo portando piu’ made in Italy nel mondo e lo facciamo a ritmo record. Quest’anno forse andremo oltre il +4%, con un maggio che ha segnato +8%. E questo significa piu’ lavoro in Italia”.

 

L’avanzo commerciale registra una riduzione di 8,7 miliardi rispetto al 2017, che, nel 2018, ammonta a 38,9 miliardi di euro. Al netto dei prodotti energetici, l’attivo commerciale e’ di 80,3 miliardi di euro, in lieve flessione sul 2017 (-958 milioni). Le regioni con il maggior numero di operatori all’export sono Lombardia (circa 58 mila), Veneto (oltre 25 mila), Emilia-Romagna (circa 20 mila), Toscana (oltre 18 mila) e Piemonte (circa 16 mila). Dal rapporto presentato ieri a Napoli emerge anche che nel 2017, sono attive 125.920 imprese esportatrici: nel 49,9% dei casi si tratta di imprese manifatturiere (con un peso dell’82,4% sul valore complessivo delle esportazioni delle imprese industriali e dei servizi), nel 38,2% di imprese commerciali e nell’11,9% dei casi di imprese che operano in altri settori. Il contributo delle imprese alle esportazioni nazionali cresce sensibilmente all’aumentare della dimensione aziendale, espressa in termini di addetti. Le grandi imprese esportatrici (1.873 unita’ con almeno 250 addetti) hanno realizzato il 47,9% delle esportazioni nazionali, le medie imprese (50-249 addetti) il 29,8% e le piccole imprese (meno di 50 addetti) il 22,3%.

Istat e Ice rilevano anche che tra i gruppi di prodotti manifatturieri in cui l’Italia detiene nel 2018 le maggiori quote sulle esportazioni mondiali di merci, i materiali da costruzione in terracotta rappresentano il 25,82%; il cuoio conciato e lavorato, gli articoli da viaggio, borse, pelletteria e selleria, pellicce preparate e tinte valgono il 14,77%; le pietre tagliate, modellate e finite il 14,11%; e i prodotti da forno e farinacei il 12,08%. Rispetto al 2017 gli incrementi piu’ rilevanti della quota sulle esportazioni mondiali si rilevano per supporti magnetici e ottici (da 2,16% a 3,78%). Tra gli altri prodotti con quote in aumento spiccano cuoio conciato e lavorato; articoli da viaggio, borse, pelletteria e selleria; pellicce preparate e tinte (da 13,84% a 14,77%); navi e imbarcazioni (da 4,35% a 5,26%).

 

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