L'ex Birreria Peroni a Miano interessata attualmente da lavori di riconversione

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di Giancarlo Tommasone

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Ci sono tre questioni fondamentali su cui bisogna fare luce al più presto e che al momento vanno considerate tutte presunte. Ma nel caso non si avessero risposte esaustive durante la prossima seduta della Commissione Trasparenza, potrebbero finire all’attenzione della Procura della Repubblica. Hanno a che fare con il superamento delle volumetrie, con il mancato versamento degli oneri di urbanizzazione (da parte del Gruppo Cualbu al Comune di Napoli) e con l’accesso che di recente sarebbe stato effettuato da agenti della polizia municipale per portare a termine una verifica amministrativa.

Sullo sfondo, a rendere più avvincente il «giallo», anche dei grafici dei lavori in corso di cui si sarebbero perse le tracce.

Tutte questioni che riguardano il cantiere della Ex Birreria di Miano, che doveva essere consegnato prima a settembre scorso, poi  questo mese, infine la data fissata per il termine delle opere è stata spostata a marzo dell’anno prossimo. In ballo c’è un centro polifunzionale, per la cui realizzazione è stato investito un centinaio di milioni di euro, ci sono nuovi posti di lavoro e c’è il rilancio non solo del quartiere di Miano, ma dell’intera area nord di Napoli.

E ci sono pure molti punti da chiarire, come chiedono da un po’ di tempo, i consiglieri Marco Nonno (FdI) e Salvatore Guangi (FI).

Nella giornata di ieri hanno indirizzato una nota al direttore generale del Comune, Attilio Auricchio e al comandante dei vigili, Ciro Esposito, ai quali si sono rivolti affinché si acquisiscano notizie riguardo alla vicenda. Contestualmente però i due consiglieri hanno chiesto a Domenico Palmieri, presidente della Commissione Trasparenza del Comune, di convocare una seduta per discutere sulle problematiche relative al cantiere dell’Ex Birreria. 

«Se alla fine della Commissione Trasparenza ci renderemo conto che gli oneri non sono stati pagati, le volumetrie sono superiori rispetto a quelle del Piano urbanistico attuativo, c’è un’unica strada da percorrere ed è quella che porta alla Procura della Repubblica attraverso una denuncia», dichiara Salvatore Guangi a Stylo24.

«Ci sono circostanze, tra cui quella del presunto accesso della polizia municipale al cantiere per effettuare una verifica amministrativa, che necessitano di essere chiarite. Come pure bisogna capire se siano stati versati o meno gli oneri di urbanizzazione al Comune. Sulla questione, a fronte della interrogazione rivolta da me e dal collega Nonno, all’assessore all’Urbanistica, Carmine Piscopo, ci è stato risposto che gli oneri di urbanizzazione sarebbero stati compensati con l’assegnazione di alcune aree», continua Guangi.
Ma anche su questo versante la situazione è tutt’altro che chiara: «A noi non risulta sia avvenuta assegnazione al Comune, di aree per la riqualificazione, e questa è un’altra anomalia.  E ci chiediamo pure: i vigili si sono recati ad effettuare i dovuti controlli riguardo a dette aree da riqualificare?».
«Facendo indagini più approfondite ci siamo resi conto che gli oneri di urbanizzazione ammonterebbero a quasi 9 milioni di euro. Una cifra importante che non ci sembra sia stata versata nelle casse di Palazzo San Giacomo», conclude Guangi.

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