domenica, Dicembre 5, 2021
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Evasione fiscale, sequestro da 180mila euro alla figlia del ras dei Mallardo

Sotto chiave un appartamento nel centro di Giugliano di proprietà della figlia di Patrizio Picardi detto «’o nasone», in carcere per estorsione.

E’ finito sotto sequestro, nell’ambito di una operazione dei Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Giugliano in Campania, un immobile composto da cinque vani al centro di Giugliano, del valore di 180mila euro, di proprietà di una 31enne incensurata di Napoli. A dare il via alle indagini, la sproporzione tra i redditi formalmente dichiarati e i beni posseduti dalla donna, che è la figlia di Patrizio Picardi, alias “O nasone”, 56enne originario di Sarno, ritenuto figura apicale del clan Mallardo, cosca appartenente alla cosiddetta Alleanza di Secondigliano (formata dai clan Contini del Vasto-Arenaccia, Licciardi di Secondigliano e Mallardo di Giugliano).

Picardi si trova in carcere dall’estate del 2019 per il reato di estorsione nei confronti di una caffetteria situata a Giugliano in Campania. Secondo gli inquirenti, attraverso l’analisi delle intercettazioni, “Patriziello” avrebbe dato il via libera a una richiesta di pizzo perpetrata da Giuseppe Tolomelli e Salvatore Merolla, elementi del clan Contini. Lo sconfinamento della cosca del Vasto-Arenaccia avrebbe dovuto avere il placet della cosca egemone, che venne dato proprio da Picardi. Come confermato da un dialogo tra i due.

«Ma in questo bar, già si è andato qualche volta?», chiede Tolomelli. «Sì», lo rassicura Merolla. «Non è che adesso andiamo noi e questo chiama le guardie?», domanda ancora Tolomelli. Ma Merolla dice al suo sodale di non preoccuparsi: «No, ma quando mai». Il piano prevede di raggiungere la caffetteria, presentarsi a nome del «compare Patrizio (Picardi)» e prendere i cinquemila euro richiesti.

Purtroppo qualcosa non va come previsto e al rifiuto del commerciante, i due sono costretti ad andarsene. Ma Giuseppe Tolomelli incarica il fratello Carmine (detto Memmello) di recarsi presso il bar, alle 17 dello stesso giorno per recuperare lui il denaro. «Lo abbiamo preso in malo modo, adesso (si riferisce al gestore del bar, ndr)… Patrizio (Picardi) è venuto venerdì e ha detto: andate là e pigliatevi i soldi. Vai, che vediamo di prenderci questi 5mila euro e facciamo mille euro ciascuno», dice Giuseppe Tolomelli al fratello Carmine.

Proprio in riferimento a questo episodio, nel febbraio 2020 è stata rigettato dalla Corte di Cassazione, sezione penale, il ricorso contro la detenzione in carcere fatto dai legali di Picardi.

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