lunedì, Dicembre 6, 2021
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Fallimento ed evasione fiscale, 4 arresti: revisore legale della società preso nella sua casa di Ischia

C’è anche un professionista ischitano tra le quattro persone finite ai domiciliari nell’ambito dell’operazione della Guardia di finanza.

Sono quattro le persone arrestate dalla Guardia di finanza nell’ambito di una indagine (denominata ‘Truck’) coordinata dalla Procura di Catania, per reati fallimentari ed evasione fiscale. L’operazione si è svolta tra la Sicilia, il Lazio e la Campania. Agli arresti domiciliari sono finiti l’amministratore di diritto della società fallita Seitral srl, Luigi Emilio Demarco, di 55 anni, gli amministratori ‘di fatto’, Giuseppe e Rosario Russo, rispettivamente padre e figlio, di 41 e 64, e il sindaco unico e revisore legale, Rosario Scotto D’Abusco, di 65.

Quest’ultimo, originario di Ischia, è stato bloccato dai militari nella sua casa sull’isola del golfo di Napoli. Pur consapevole dell’ingente posizione debitoria dell’impresa ne attestava il piano di risanamento, esponendo false informazioni circa la correttezza della contabilità, sopravvalutando voci dell’attivo del relativo bilancio societario e sottostimando le componenti negative, concorrendo in questo modo ad aggravare il fallimento della stessa società.

Tra le disposizioni del Gip anche il sequestro preventivo delle quote societarie e dell’intero complesso aziendale di due società. La prima, la ‘Car Fer srl’, con sede a Santa Venerina, nel capoluogo etneo, la seconda, la ‘Pianeta Servizi Con srl’, a Ciampino (Roma), ma operante nella zona industriale di Catania, oltre a disponibilità finanziarie per un valore di circa 18 milioni di euro.

Secondo quanto accertato dagli inquirenti, gli amministratori della società del settore trasporti, con sede a Santa Venerina (Catania), in dissesto dal 2015 e non in grado di far fronte al debito nei confronti dello Stato, non solo non avrebbero provveduto alla copertura delle perdite, ma avrebbero resistito all’istanza di fallimento, con un pianodi risanamento basato su dati non veritieri.

Gli stessi amministratori avrebbero anche acquistato nuovi mezzi, aggravando il dissesto e determinando un debito di oltre 14 milioni di euro, da aggiungere a distrazioni per oltre 5 milioni e 600mila euro.

Al fine di ostacolare la ricostruzione del patrimonio della società fallita, Dimarco e Russo padre figlio avrebbero sottratto i libri contabili per ed avrebbero commesso rilevanti reati tributari, non presentando la dichiarazione ai fini Iva per il 2019 relativa a operazioni commerciali del valore di oltre 5 milioni di euro ed omettendo il versamento delle ritenute e dell’Iva per una evasione complessiva di oltre 2 milioni di euro.

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