Matteo Renzi ed Ettore Rosato

Ettore Rosato, coordinatore nazionale di Italia Viva, a Stylo24: la nostra candidatura sarà alternativa a de Magistris, che ha maltrattato la città. Dad in Campania? Avrei preferito altre chiusure da parte di De Luca.

di Francesco Monaco.

C’è anche Italia Viva, con un suo candidato “autorevole e di qualità”, nella corsa alla poltrona di sindaco di Napoli. La conferma arriva da Ettore Rosato, vicepresidente della Camera dei deputati dal 29 marzo 2018 e coordinatore nazionale di Italia Viva dal 30 settembre 2019, proprio a Stylo24. Un nome attorno al quale “costruire un polo molto più largo e solido, con un progetto realmente riformista e aperto alle migliori energie che la città sa esprimere”.

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Onorevole Rosato, Italia viva porterà un suo candidato sindaco a Napoli?

“Siamo impegnati per il futuro di Napoli, e siamo preoccupati perché quella che è in forma naturale la capitale europea del mediterraneo, è stata maltrattata da un sindaco inadeguato. Su un progetto di rilancio di Napoli, ci piacerebbe vedere forze politiche anche diverse, che investano in maniera seria. Noi ci siamo, anche con una nostra candidatura, autorevole e qualificata, disponibili a metterla in campo. Lo faremo nel momento giusto, ma la corsa solo sui nomi oggi non mi sembra che stia dando alcun risultato positivo”.

Come giudica la candidatura di Antonio Bassolino?

“Nel passato è stato un buon sindaco per Napoli, ma mi sembra sia anche lui nell’elenco delle candidature avanzate per il momento in una situazione di caos e assenza di regia della politica”.

La Campania è l’unica regione d’Europa dove i bambini, anche in zona gialla e arancione, sono stati costretti a restare a casa per la chiusura delle scuole. Un cavallo di battaglia del governatore Vincenzo De Luca: che cosa ne pensa?

“Io penso che il governatore De Luca sia consapevole delle difficoltà di governo della Campania, e in particolare di quelle nell’area urbana di Napoli, probabilmente la più densamente abitata d’Europa, e questo non possiamo dimenticarlo. Però, io avrei preferito altre chiusure piuttosto che quelle delle scuole”.

Voci parlano di una nascita di una corrente riformista su Napoli legata ad Italia viva: che cosa c’è di vero?

“La nostra candidatura sarà alternativa alle proposte di destra identificate da Fratelli d’Italia e alla continuità, seppur mascherata, che ci venisse proposta rispetto a de Magistris. E penso che sulla nostra proposta si possa costruire un polo molto più largo e solido, con un progetto realmente riformista e aperto alle migliori energie anche civiche che una città come Napoli sa esprimere”.

L’ex deputato Giulio Di Donato, proprio a noi di Stylo24, ha affidato una riflessione sulla necessità di trovare un Draghi napoletano, inteso come sindaco, per rilanciare la città: è un esperimento replicabile, secondo lei?

“Non saprei, ho stima di Giulio Di Donato e penso che lui possa essere un attore importante in percorso da fare insieme. In ogni caso, non scarterei a priori candidature che può mettere in campo la politica, su cui costruire una larga intesa”.

Ha letto il libro di Luca Palamara? Che idea si è fatto?

“L’ho letto e non ci ho trovato nulla di nuovo. Proprio per questo mi sono preoccupato. Come penso che qualsiasi cittadino, leggendolo, si debba preoccupare”.

Che idea ha Italia viva, e di conseguenza il governo, sui fondi del Recovery fund per la Campania e Napoli?

“Io sono convinto che i fondi del Recovery debbano essere investiti identificando progetti concreti, rapidamente cantierabili e strettamente collegati con le necessità del territorio. Napoli e la Campania devono cogliere questa occasione per il rilancio delle infrastrutture e per la riqualificazione di una gigantesca area urbana, che necessita di grandi interventi per migliorare la qualità della vita”.

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