Una persona è stata fermata con l’accusa di tentata estorsione al titolare della ditta che si occupa dei lavori al cantiere di Porta Capuana, che ha riaperto questa mattina. Lo scorso 8 maggio, agenti della Squadra Mobile e del commissariato di polizia Vicaria-Mercato, hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto, Antonio D’Andrea (classe 1972), pregiudicato, gravemente indiziato del reato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Il 47enne «inchiodato»
dalle immagini
catturate dalle telecamere
di videosorveglianza

Secondo la ricostruzione effettuata dalle forze dell’ordine, nella mattinata del 7 maggio, un soggetto, in sella a uno scooter SH di colore bordeaux si è recato presso il cantiere della ditta edile  impegnata nei lavori di riqualificazione del centro storico cittadino, finanziati nell’ambito di un più ampio progetto dell’Unesco.

L’uomo ha intimato ad uno degli operai presenti di sospendere l’attività e di riferire al responsabile dei lavori di andare a parlare con «gli amici della Maddalena», se avesse voluto continuare a lavorare in tranquillità.

La minaccia estorsiva è apparsa chiara sin da subito, soprattutto alla luce del riferimento fatto dall’uomo agli «amici della Maddalena», senza alcun dubbio individuabili nei componenti del gruppo criminale radicato nel citato rione cittadino.

I due avvertimenti registrati
il 7 e l’8 maggio scorsi

Il giorno seguente, l’otto maggio, il medesimo soggetto a bordo della citata Honda SH, si è avvicinato nuovamente al cantiere e, constatata la regolare presenza del personale della ditta, ha minacciato lo stesso operaio con il quale aveva parlato il giorno prima, ribadendo la pretesa estorsiva ed intimando in maniera perentoria di sospendere i lavori, almeno fino a quando non avessero parlato con gli «amici della Maddalena».

L’attività investigativa condotta nell’immediatezza dei fatti, sotto il coordinamento della Dda di Napoli, ha preso avvio dalla visione  dei filmati dei sistemi di videosorveglianza del cantiere che ha consentito l’individuazione del modello e della targa dello scooter utilizzato dal presunto estorsore. Gli immediati accertamenti relativi al citato ciclomotore hanno consentito «di concentrare le attività sulla figura di Antonio D’Andrea, soggetto già noto perché gravato da precedenti penali, anche specifici», è sottolineato nel comunicato diffuso dalla Questura di Napoli.

Gli elementi raccolti
a carico di D’Andrea

Alla luce degli elementi raccolti a suo carico, D’Andrea rintracciato nel pomeriggio dell’8 maggio scorso, da un equipaggio del commissariato di Vicaria-Mercato mentre era a bordo dello stesso ciclomotore utilizzato per commettere il tentativo di estorsione, è stato condotto presso gli uffici della Questura dove è stato sottoposto a decreto di fermo di  indiziato di delitto per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

La custodia cautelare in carcere
disposta lo scorso 11 maggio

Nella giornata dell’undici maggio, il gip del Tribunale di Napoli, a seguito di richiesta della locale Procura distrettuale della Repubblica, ha disposto per il 47enne, la custodia cautelare in carcere.