I fatti sono avvenuti lo scorso 8 luglio.

Confezionava in casa ‘botti’ illegali. E per questo ha provocato lo scorso 8 luglio una esplosione in uno stabile in via Atellana ad Arzano, nel Napoletano. I carabinieri, su mandato del gip di Napoli Nord, hanno notificato una misura cautelare in carcere a un giovane di 23 anni, che deve rispondere di fabbricazione e detenzione illegale di ordigni esplosivi e crollo di costruzioni. Le indagini, condotte con l’ausilio degli artificieri del Reparto operativo del comando provinciale carabinieri di Napoli e della sezione Rilievi della compagnia di Casoria (Na), sono partite dopo la deflagrazione che ha provocato danni strutturali a due appartamenti attigui e l’evacuazione precauzionale dell’intero palazzo. Dichiarazioni rese da persone informate sui fatti hanno consentito di acquisire elementi nei confronti dell’indagato, nella cui abitazione sono stati trovati molti ordigni artigianali di elevato potenziale realizzati in condizioni di assoluta precarieta’ per unione di componenti chimici estremamente instabili e, quindi, altamente pericolosi.

Il “numero e qualita'” degli ordigni esplosivi trovati in casa di O.C. fanno ritenere che non si possano escludere suoi “contatti anche con gruppi eversivi”. Lo scrive il gip del tribunale di Napoli Nord, Antonio Santoro, anche in considerazione del fatto che la perquisizione nell’appartamento del ragazzo ha permesso di trovare, oltre ai 32 ordigni preparati, anche una piccola collezione di libri su Adolf Hitler. A mettere i carabinieri sulla pista che portava alle sue responsabilita’, le dichiarazioni della madre del ragazzo, ma anche quelle di alcuni condomini, e, soprattutto, video postati prima sul suo profilo Fb, poi cancellato, e su Instagram. Ma anche il ritrovamento nel locale lavanderia dell’appartamento, uno di quelli devastati dalla deflagrazione del 8 luglio scorso che ha persino scagliato la ringhiera di un balcone in strada, di un cilindro di cartone che conteneva materiale esplodente, una circostanza tale da far pensare che l’accaduto avesse avuto proprio origine in quello stanzino.

ad

L’esplosione ha provocato il crollo delle pareti della camera da letto, del bagno, del corridoio, del ripostiglio e locale lavanderia dell’appartamento occupato da madre e figlio, nonche’ delle pareti divisorie con l’appartamento attiguo, causando l’inagibilita’ di entrambi e problemi all’intero edificio che fu temporaneamente sgomberato. Gli artificieri dei carabinieri, subito intervenuti, trovarono in quegli ambienti materiale esplosivo pericoloso, compresa la nitroglicerina, in un barattolo di vetro da un chilo, forse contenente in passato Nutella; e anche due contenitori da 25 litri di acido citrico, uno da 10 litri di liquido infiammabile e un altro pure da 10 libri con liquidi utilizzati da chi lavora le pelli. Nei video sui social postati dal 23enne, si vedeva appunto il ragazzo intento a far esplodere qualcosa, o anche sul balcone di casa a miscelare elementi con mascherina, guanti e utilizzando un colino. La relazione degli artificieri datata 31 luglio, acquisita agli atti pervenuti al gip, sottolinea piu’ volte la potenzialita’ e la micidialita’ degli ordigni trovati nell’appartamento, tale da mettere in pericolo vite umane e danneggiare fortemente Infrastrutture. Il 23enne era anche in cura presso un Sert.

Riproduzione Riservata