Il sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto (a destra) con l'assessore Giampiero Perna (Politiche sociali)

di Giancarlo Tommasone

Secondo voci, tutti o quasi tutti, al Comune di Ercolano, da più di un mese avrebbero saputo del trasferimento di alcuni beneficiari del progetto Sprar dal territorio cittadino verso altre destinazioni, una di queste il Centro di accoglienza straordinaria di Mergellina. Ma le voci, si sa, se le porta il vento. E poi esistono le voci che si raccolgono al bancone del bar mentre si prende il caffè, quelle che galleggiano nei corridoi. Sono le voci ufficiose, equiparate ai pettegolezzi, alle illazioni senza alcun fondamento, illazioni non documentate. Con le voci non si arriva da nessuna parte, le voci non si riportano sui giornali. Ci vogliono le prove, le dichiarazioni dei diretti interessati, le foto e i documenti, cartacei, video, audio. E’ il materiale che prova i fatti. Le voci però sono spesso pure l’incipit che fa scattare un’inchiesta giornalistica, vanno registrate (in ogni senso), accertate, verificate, validate e sostenute da prove e controprove.

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L’assessore a Stylo24: del Cas di Mergellina non so nulla

Detto ciò, quando lo scorso sabato la nostra testata ha raccolto le dichiarazioni dell’assessore alle Politiche sociali, Giampiero Perna (Verdi), sul caso del trasferimento di due famiglie da Ercolano al Centro di prima accoglienza di Mergellina, ci è stato letteralmente risposto: «Del Cas di Mergellina io non ne so nulla, del Cas di Mergellina c’erano delle voci di qualche operatore della precedente cooperativa che si lamentava di questa assenza di queste quattro persone». Ecco le voci del trasferimento dal territorio di Ercolano verso un’altra destinazione, le voci, ribadiamo, a volte se le porta il vento, altre volte invece, non sono semplicemente chiacchiere o «illazioni di giornali», ma sono precise richieste fatte in consiglio comunale.

Ma il video della seduta del consiglio comunale
del 7 novembre scorso lo sbugiarda:
il consigliere M5S aveva sollevato il caso

E allora più di un mese prima della nostra telefonata (avvenuta il 15 dicembre scorso), sempre perché bisogna lavorare su basi solide e non sulle voci, c’è una seduta di Consiglio. E’ quella del 7 novembre scorso. E’ semplice trovarla, viene trasmessa in streaming e basta andare su Youtube. Al minuto 31.30, il consigliere Gennaro Cozzolino (M5S) dichiara testualmente: «Attorno allo Sprar credo ci sia qualcosa di poco chiaro (…) perché mi dicono, non solo che ci sono delle cose che non sono andate bene in tutta la procedura, ma addirittura, per chi vuole fare, come il sindaco, un gemellaggio con Riace, mi meraviglia che non voglia fare un gemellaggio con le famiglie che stavano in questo territorio e adesso sono state sbattute lontane da questo territorio».

Perché l’assessore Perna e il sindaco Buonajuto
non prendono posizione per lo scandalo
delle famiglie trasferite fuori Ercolano?

Quindi sia Giampiero Perna, che il sindaco Ciro Buonajuto sono stati notiziati ufficialmente (o vogliamo definire voce anche l’intervento di un consigliere comunale in aula?) circa un trasferimento di rifugiati dal territorio di Ercolano (ricordiamo sempre che il progetto dello Sprar è territoriale e che deve svolgersi sul suolo del Comune in cui viene approntato) verso altra destinazione («lontane da questo territorio», dice Cozzolino). Chiede chiarezza sul punto il consigliere pentastellato e chiede sostegno per fare piena luce sulla circostanza. Gli risponde l’assessore Perna, che tra l’altro dice: «Poiché ho sentito anche io queste voci di cui ha parlato, ho chiesto alla mia funzionaria Bianca Giliberti di convocare l’azienda che ha vinto il bando di concorso relativo allo Sprar e fornirci una serie di spiegazioni in merito a vari punti che abbiamo raccolto per strada e che abbiamo sentito dire».

A distanza di un mese da quell’allarme lanciato in Aula, l’assessore Perna ancora non ha deciso di intervenire: perché?

Dalle parole dell’assessore si evince pure che le voci (relative al trasferimento dei rifugiati da Ercolano ad altro Comune) gli fossero addirittura giunte prima di ascoltarle da Cozzolino. Il punto è che a più di un mese di distanza, quelle voci per Perna, sono rimaste soltanto delle voci. Eppure compito di un amministratore è quello di andare a fondo delle questioni, quando ci sono degli input relativi a qualcosa che non va, bisogna lavorare o per dare credito alle voci acquisendo materiale che le supportino, oppure provarne l’infondatezza in maniera empirica, relegandole appunto nel territorio delle mere illazioni. Tutto ciò al momento non è avvenuto. Perché? Perché non si riesce a far emergere e a dire tutta la verità circa il trasferimento dei migranti fuori Comune? Perché si continuano a definire voci, illazioni, ciò che invece, lo ribadiamo, Stylo24 ha verificato e validato attraverso la raccolta di testimonianze dirette e di documenti?

Il sindaco Ciro Buonajuto non sente il dovere di intervenire,
come capo dell’Amministrazione comunale, sulla vicenda?

Va pure detto però, che sul caso si sarebbe dovuta focalizzare maggiormente anche l’attenzione del primo cittadino, Ciro Buonajuto. Uno come lui, che ha fatto dell’accoglienza e dell’integrazione un segno distintivo del suo mandato, avrebbe dovuto vegliare sulla vicenda e nel caso (come nei fatti è accaduto) fossero stati sollevati dei dubbi, avrebbe dovuto pretendere immediate spiegazioni, chiarimenti in merito, andare a fondo della questione molto di più rispetto agli altri amministratori. E’ il sindaco, il capo dell’Amministrazione e inoltre, renziano di ferro, riconosciuta star della Leopolda, è abituato al controllo degli organismi che si vanno a guidare e a coordinare. Appare abbastanza singolare il fatto che la fascia tricolore ercolanese non sia a conoscenza, nei particolari, e non si sia interessata in maniera approfondita, di una questione che rischia di avere ripercussioni importanti sui tanti decantati valori dell’accoglienza e dell’integrazione. E sulla città di Ercolano, tutta.