Da alcuni giorni sta effettuando lo sciopero della fame, ma di lui si sono accorti pochi. Enzo Spatuzzi è troppo vecchio per ottenere lavoro dai privati, troppo giovane per la pensione, troppo onesto per delinquere, troppo dignitoso per cercare la carità.

E’ il profilo del 66enne napoletano,
ex partita Iva, che da giorni stanzia davanti alla sede della Regione Campania facendo, per protesta, lo sciopero della fame

«Sono come l’uomo invisibile – attacca subito a chi si avvicina per chiedere informazioni – almeno lo sono per lo Stato che, a quanto pare, a tutti pensa tranne che a chi, come me, ha cercato di farcela da solo e che ora, dopo aver chiuso per fallimento il mio centro di riparazione pneumatici, si ritrova per strada senza nessun tipo di paracadute sociale».

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Enzo ha tre figli e, racconta, ha cominciato
a fare il gommista da quando aveva 15 anni

«Ho sempre lavorato sin da bambino ma, come accade spesso, chi mi teneva in officina non mi ha versato tutti i contributi. Qualche anno fa pensai di fare il grande passo, aprii una mia officina ma i bei tempi durarono poco. La crisi – racconta all’Ansa amareggiato – mi ha tagliato gambe e futuro lasciandomi solo in compagnia dei creditori».
Non manca chi, dai palazzoni del Centro direzionale di Napoli, scende per offrirgli da mangiare. «Oramai qui intorno mi conoscono tutti e apprezzo questi gesti si solidarietà ma – spiega – non mi sono messo qua per chiedere la carità. Vorrei essere ascoltato, ‘dato retta’ come si dice a Napoli. Solo questo – dice tra rabbia e tristezza – giusto per non sentirmi così inutile». «Io – racconta con orgoglio – nel mio lavoro sono bravo ma gli amici a cui ho chiesto di prendermi a lavorare sono imbarazzati. Mi dicono che non potrebbero pagarmi i soldi adeguati alla mia competenza e allora prendono a lavorare giovani inesperti».

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