di Giancarlo Tommasone

Il tema del primo terzo di quest’anno, per quel che riguarda le compagnie armatoriali, si potrebbe riassumere con cinque parole: «battaglia navale del navigare italiano». Che si combatte non proprio alla vecchia maniera, ma con bordate mediatiche, campagne pubblicitarie, strategie di marketing e la sponda di associazioni e sindacati di categoria.

Al centro del contendere la nazionalità degli equipaggi impiegati a bordo: italiani, comunitari, extracomunitari. Stessa cosa dicasi per i contratti che vengono sottoscritti dai marittimi

La pubblicità della Tirrenia che invita a ‘navigare italiano’

La «guerra» era scoppiata, in origine, tra due armatori, entrambi napoletani. Manuel Grimaldi dell’omonimo gruppo e Vincenzo Onorato, patron di Moby-Tirrenia. Quest’ultimo, nel corso degli ultimi anni, ha dato avvio alla campagna del «navigare italiano», accusando il numero uno di Grimaldi di dare più spazio – a bordo delle sue navi – ai marittimi stranieri rispetto a quelli della nostra Penisola.

La «battaglia navale» tra Grimaldi e Onorato

Eppure, a ben guardare, anche il paladino del «patriottismo sui mari» non seguirebbe proprio alla lettera, i dettami della sua «dottrina tricolore». Come riportato da Il Fatto Quotidiano, dopo il caso della nave MV Pauline Russ – in servizio da qualche mese per Tirrenia sulla tratta italianissima Livorno-Civitavecchia-Olbia -, a bordo della quale è impiegato equipaggio polacco con un contratto che non sarebbe applicabile (perché decisamente inferiore a quello di settore nazionale), spunta un altro caso.

Il «navigare tricolore» e il contratto tutt’altro che italiano

Quello della Ro-ro Super Fast Baleares, battente bandiera spagnola. L’unità è in servizio per Moby sulla rotta Genova-Livorno-Catania. Impiega un solo marittimo italiano su equipaggio comunitario e dall’esame del contratto di un imbarcato sloveno, si evince che quest’ultimo venga pagato 1.600 euro al mese (oltre ai contributi). Molto meno dei 2.500 euro che spetterebbero al marinaio, da contratto nazionale.

L’unita Super Fast Baleares

Ma il Ccnl che dovrebbe essere sottoscritto dai componenti dell’equipaggio nel caso in cui le navi compiano tratte nazionali, non sarebbe rispettato nemmeno da due unità «ingaggiate» rispettivamente da Esercito italiano e Eni.
E’ il caso, rispettivamente, del traghetto cargo Excellent, bandiera maltese, personale straniero a bordo, retribuito con contratto inferiore al Ccnl; e della Leander, petroliera battente bandiera tedesca, con equipaggio in larga parte extracomunitario. Il caso è stato sollevato da Confitarma.

Confitarma in assemblea

Si attendono adesso I riscontri delle «indagini», che su entrambe le vicende «sospette» è stata chiamata ad effettuare la Capitaneria di porto. I tempi per venire a capo di eventuali «anomalie» non sarebbero proprio brevi, anzi. Nel frattempo, la «battaglia navale» continua.

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