venerdì, Ottobre 7, 2022
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Elsa, nove anni da fantasma: la bimba abbandonata dai genitori

Non ha mai dormito in un letto e veniva alimentata solo dai suoi fratelli

di Ilaria Riccelli

9 anni, gambe e braccia spezzate, non ha mai dormito in un letto, si chiama Elsa. La storia di questa bambina è una delle storie di degrado e maltrattamenti che vengono sottaciute, ma che si consumano drammaticamente tra le mura domestiche ogni giorno senza denuncia. Elsa (nome di fantasia) vive nella provincia di Napoli, i sui genitori non hanno mai provveduto a curarla, a nutrirla, ha sempre dormito a terra, per questo la sua spina dorsale ha subito delle gravi malformazioni che le impediscono di distendersi, è stata maltrattata picchiata con ferocia e veemenza, tanto che i suoi arti riportano fratture mai curate, con le quali la piccolissima ha convissuto.

Gli unici a provvedere a lei, a farla quantomeno mangiare, sono stati i suoi fratelli. Poi la denuncia agli assistenti sociali, per fortuna ora la bimba è in salvo, nella struttura «La Casa di Matteo» dove gli assistenti sociali la stanno curando e assistendo. Elsa adesso ha un letto è coccolata avvolta dai peluche e sta scoprendo cosa vuol dire essere amata. Si perché fino ad adesso la sua esistenza è stata scandita da una lotta continua, con gli abusi, con i maltrattamenti o soltanto per avere cibo e un letto in una famiglia che tale non può definirsi.

Quello che colpisce sono i 9 anni Elsa, e il lungo silenzio, la mancanza di controlli, l’occultamento della vita straziante che la bimba stava vivendo, e la consapevolezza che tutto questo nella provincia napoletana non è un caso isolato. «Una storia che mi ha colpito moltissimo è quella di due bambini gemellini di 4 anni, malnutriti che non camminavano bene, furono finalmente affidati agli assistenti sociali, vivevano di stenti nessuno gli aveva insegnato a camminare o a mangiare, nessuno se non raramente dava loro del cibo» racconta un avvocato al Tribunale per i Minorenni di Napoli.

Caramanna: «Purtroppo quello di Elsa non è un caso isolato»

Sul territorio c’è ancora troppo degrado e soprattutto poco controllo lo dice ance Marco Caramanna che è il presidente dell’associazione «La Casa di Matteo» che ospita Elsa e l’ha presa in cura. «Purtroppo quello di Elsa non è un caso isolato ci sono tanti bambini che vivono situazioni così complesse – racconta – La nostra struttura è unica nel Sud Italia e ci occupiamo di bambini con gravi patologie, ma la storia di Elsa ci ha colpiti con maggior forza. A pesare sono i 9 anni di totale assenza di controlli e assistenza sul territorio, un ‘assenza che non riguarda i servizi sociali che sono gli unici impegnati».

Il punto è che nessun tassello della rete sociale che dovrebbe essere posta a presidio dei più piccoli e in generale di controllo per le situazioni al limite non ha funzionato. Non ha mai frequentato la scuola, nonostante i suoi 9 anni, la scuola non ha mai denunciato la sua evasione scolastica, ma nemmeno i vicini, i parenti, hanno allertato le istituzioni. Sta di fatto che Elsa non ha mai fatto una vaccinazione e dunque nemmeno il sistema sanitario ha evidenziato la sua assenza, nessuno ha cercato di capire le sorti di questa bimba, in una società che sa tutto di tutti, così eccessivamente informatizzata, per 9 anni un lungo silenzio sulla storia di questa bambina imprigionata in un incubo di violenza e abbandono.

«Sentirsi amata e coccolata»

Marco Caramanna racconta che adesso Elsa è in buone condizioni rispetto a quando è arrivata al centro ma «era denutrita adesso sta bene, ma stiamo curando soprattutto il suo aspetto emotivo, da settembre comincerà il percorso al Santobono con i fisiatri, nutrizionisti e specialisti – continua il presidente dell’associazione – il nostro progetto e la nostra struttura sono pensati per seguire sia l’aspetto sanitario che quello emotivo ed educativo, abbiamo un equipe di educatori specializzati e infermieri e siamo molto speranzosi per Elsa. Ci siamo messi all’opera per farla sentire a suo agio e per farle scoprire cosa vuol dire sentirsi amata e coccolata, sarà questo il nostro obiettivo primario».

Trapanese: «Non abbiamo funzionato noi come società»

Ad accoglierla nella struttura c’era anche l’assessore comunale Luca Trapanese che ha tenuto ad affermare: «“La Casa di Matteo” è una struttura che ho contributo a fondare e ospita bambini con storie simili a quelle di Elsa. Ma vedendo le risposte sui social delle persone – si legge in un articolo di Claudio Mazzone per il Corriere del Mezzogiorno -, tengo a sottolineare una cosa: è vero che la rete sociale, quella fatta della scuola, Asl, vaccinazione e sanità di base non ha funzionato, ma è anche vero che non abbiamo funzionato noi come società, perché ormai siamo completamente ciechi e disinteressati, non sappiamo neanche chi ci abita affianco. Siamo tutti bravi a puntare il dito, a diventare opinionisti ed esperti della vita degli altri, ma concretamente non siamo presenti»

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