Luigi de Magistris e Raffaele Del Giudice

Niente reggenza per il vicesindaco di Napoli Raffaele Del Giudice, in caso di candidatura del sindaco de Magistris alla presidenza della Regione. A meno che l’ex pm non voglia imitare «Mr. Fritture» Franco Alfieri. Per farla breve e rendere chiara la vicenda bisogna partire dal pressing che il sindaco di Napoli sta facendo in queste settimane per convincere tutti, che la sua figura rappresenti la migliore soluzione per una candidatura anti-De Luca per la corsa a Palazzo Santa Lucia. De Magistris Vs De Luca.

Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris col governatore Vincenzo De Luca

A quel punto cosa potrebbe accadere? In queste settimane si parla tanto di una reggenza di Del Giudice fino a fine mandato (mancherebbe un anno alle elezioni amministrative), ma evidentemente chi lo pensa, lo annuncia o addirittura lo spera ha dimenticato la legge regionale dell’agosto 2014, a firma dell’ex presidente Caldoro. Cosa dice la legge? Che non sono eleggibili alla carica di presidente della Giunta e di consigliere regionale della Campania, tra gli altri, anche i sindaci dei comuni superiori a 5 mila abitanti, compresi nel territorio regionale.

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caldoro
Stefano Caldoro, ex presidente della Regione Campania

Le cause di ineleggibilità previste non hanno effetto se l’interessato cessa dalle funzioni per dimissioni o collocamento in aspettativa non oltre il giorno fissato per la presentazione delle candidature. Cosa vuol dire? Che De Magistris per candidarsi alla Regione deve dimettersi da sindaco di Napoli. Dopo 20 giorni decadrebbero giunta e consiglio comunale.

A rimanerci male sarà soltanto Del Giudice,
che non potrà indossare i panni del Caronte
in salsa partenopea. A meno che… 

A meno che l’ex pm non decida di imitare Franco Alfieri, l’uomo delle «fritture di pesce», ex sindaco di Agropoli, che nel 2015 per potersi candidare alla Regione, come consigliere, trovò una scappatoia. Farsi multare dal suo stesso Comune e fare causa all’ente. In caso di contestazione, fosse pure per un verbale di divieto di sosta, si diventa incompatibili con la carica di sindaco e dunque si decade. Non si può essere rappresentanti legali dell’ente e fare causa a se stessi. La legge non lo consente. Soltanto in quel caso si aprirebbero le porte di una reggenza.

Vincenzo De Luca e Franco Alfieri

Questa è l’unica exit strategy che gli arancioni potrebbero perseguire. De Magistris, uomo di legge, tutto d’un pezzo, immaginiamo non corra il rischio di essere ricordato come l’Alfieri-bis. Tanto meno possa trovare una scappatoia da vero “furbetto”. Ai posteri l’ardua sentenza.

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