Andrea Di Martino

di Giancarlo Tommasone

L’ombra lunga della camorra torna a stagliarsi sulla città delle acque. L’oscurità è prodotta da due episodi inquietanti su cui indagano forze dell’ordine e magistrati dell’Antimafia. Fatti accaduti a ridosso della vigilia del primo turno e nei giorni precedenti il ballottaggio, delle ultime consultazioni amministrative.

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Protagonista, suo malgrado,
il candidato sindaco Andrea Di Martino, costretto a rinviare di alcune ore
un comizio a Ponte Persica e impossibilitato
a parlare – a causa di una mirata azione di disturbo – durante
un appuntamento elettorale
al Rione Savorito

L’episodio numero uno si registra a pochi giorni dal primo turno: per il candidato sostenuto da otto liste civiche è previsto un incontro con gli elettori nella zona di Ponte Persica, più precisamente al Rione Fontanelle. L’appuntamento è per le 18.30. Fatto sta che una volta giunti sul posto, il piazzale scelto per tenere il comizio, è stato praticamente reso «off-limits» per la presenza di un’auto, parcheggiata laddove dovrebbe parlare Di Martino. Non proprio la vettura di un semplice automobilista indisciplinato, bensì quella che risulta essere di Vincenzo Cesarano, alias ‘o mussone, fratello del più noto boss Ferdinando Nanduccio di Ponte Persica, e considerato dagli inquirenti attuale reggente della cosca che agisce sul territorio a ridosso tra Castellammare di Stabia e Pompei.

Vincenzo Cesarano

Poco prima delle 18, qualcuno ha «posizionato» ad hoc quell’auto, che nel quartiere è nota a tutti. E poi la stessa persona è andata a spostarla due ore dopo, con la convinzione, forse, che ormai il comizio sarebbe saltato. Non è stato così, poiché Di Martino lo ha tenuto lo stesso, facendolo slittare alle 20.30; purtroppo per lui, però, ha potuto parlare davanti a una ventina di persone, poiché la maggior parte del pubblico, nel frattempo si era allontanata, proprio a causa dell’«inconveniente».

Ferdinando Cesarano, alias Nanduccio ‘e Ponte Persica

Il secondo episodio è avvenuto
al Savorito a ridosso del ballottaggio

Il candidato sindaco Di Martino si trovava al Rione Savorito per incontrare i sostenitori in vista del turno decisivo. Secondo quanto è stato ricostruito dagli inquirenti, durante il comizio, davanti a un bar nei pressi dello spazio in cui parlava Di Martino, si è radunato un gruppo di ragazzi in scooter, che a un segnale convenuto, ha cominciato a usare i clacson, interrompendo di fatto l’intervento del candidato.

I due casi sono finiti sotto i riflettori dell’Antimafia

La cosa inquietante è rappresentata dalla circostanza – evidenziano sempre gli inquirenti – che l’azione del drappello di «disturbatori a comando», sia stata innescata da un boss degli Imparato, che avrebbe addirittura accompagnato i componenti del carosello di motorini sul posto. Su entrambi gli episodi, quello di Ponte Persica e quello del Savorito, come scrivevamo, ha acceso i riflettori l’Antimafia. Non si esclude che potrebbero essere avvenuti nell’ambito di un’azione di intimidazione e nel presunto tentativo di infiltrazione del voto da parte della criminalità organizzata.