L'amministratore delegato Claudio Cosentino

di Antonio Averaimo

C’è voluto il caso sollevato da Stylo24 perché la Gori, la società che fornisce l’acqua a 76 comuni fra Napoli e Salerno, pubblicasse finalmente l’elenco dei consulenti e dei collaboratori, fino a tre settimane fa fermo al 2016. La Gori era in aperta violazione della normativa che impone agli enti pubblici di rendere noti tutti i loro atti, a garanzia della massima trasparenza. Non che l’aggiornamento della sezione Società trasparente sia completo: manca infatti l’elenco degli incarichi conferiti nel 2018. Ma almeno l’azienda di Ercolano controllata dal consorzio dei 76 comuni beneficiari del servizio idrico ha, come aveva promesso attraverso il suo ufficio stampa, provveduto ad aggiornare parte dei dati.

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Il presidente Gori, Michele Di Natale

Dall’analisi dei quali spunta fuori una vecchia questione, che già negli anni scorsi aveva sollevato non poche polemiche: gli abbondanti, sia in termini di numero che di importo, incarichi allo studio legale di famiglia del sindaco di Ercolano Ciro Buonajuto, fedelissimo dell’ex premier ed ex segretario del Pd Matteo Renzi. Incarichi che in passato hanno superato abbondantemente quota 100mila euro e che hanno fatto discutere sull’opportunità che ad aggiudicarseli fossero dei familiari del sindaco di uno dei comuni soci della Gori.

Matteo Renzi e Ciro Buonajuto

All’epoca Buonajuto intervenne nella polemica specificando di aver venduto le proprie quote nello studio fin dalla sua candidatura alle primarie che scelsero il candidato sindaco del centrosinistra. E aggiunse: “Mio nonno Ciro e mio zio Antonio, defunti, che hanno dato il nome allo studio, difendevano l’Acquedotto vesuviano (da cui è poi nata la Gori, ndr) da sempre. Mio padre è consulente da molto prima che io nascessi. La politica non c’entra nulla con questi incarichi”. Spiegazioni che non convinsero i più scettici, visto che gli incarichi restano comunque in famiglia.

La Gori distribuisce l’acqua in 76 Comuni del Napoletano e del Salernitano

Scorrendo l’elenco dei consulenti e dei collaboratori dell’anno 2017 si scopre che la musica non è cambiata. Per la Gori il problema non esiste: gli affidamenti allo studio legale proseguono in gran numero e per abbondanti somme di denaro. Nel solo anno passato i Buonajuto hanno ricevuto 45 incarichi per un importo totale di 192.146 euro. Numeri che faranno nuovamente discutere su una società già al centro di numerose polemiche per un maxi debito nei confronti della Regione Campania e per un’inchiesta della Corte dei conti.

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