La crescita dell’export campano nell’ultimo decennio è un argomento ampiamente discusso tra gli opinionisti nel settore, e i dati già raccontano il ruolo importantissimo della Regione nel contesto economico meridionale

La crescita dell’export campano nell’ultimo decennio è un argomento ampiamente discusso tra gli opinionisti nel settore, e i dati già raccontano il ruolo importantissimo della Regione nel contesto economico meridionale. A guardare con interesse alle opportunità che i mercati globali possono offrire alla Campania è EGOInternational, agenzia specializzata del settore che osserva i trend dell’export e le possibilità di crescita per l’Italia. Già da tempo, EGOInternational aveva evidenziato le buone performance delle imprese della campania, con una serie di recensioni e approfondimenti sul blog del sito ufficiale (www.egointernational.it). Si sottolineava in particolare la buona ricettività di mercati come quello russo e statunitense, che mostravano un buon interesse verso le merci Made in Campania. I trend positivi non si sono arrestati, e oggi confermano come la regione rappresenti un esempio virtuoso per le altre regioni del Mezzogiorno. Gli ultimi segnali vengono dal mondo dell’agroalimentare, settore centrale per l’economia, spesso oggetto di approfondimento anche da parte degli esperti di EGOInternational. Già dalla fine dello scorso anno, infatti, la Coldiretti affermava come il Made in Campania fosse “in buona salute”. Un’opinione confermata dalle recensioni dei grandi istituti di statistica, che riportavano valori e percentuali molto positivi: 130 milioni di esportazioni per Caserta, 555 milioni per Napoli, 776 per Salerno. Numeri che acquistano valore se considerati in termini relativi: la crescita riportata nel primo semestre è del 5.5% superiore a quella riscontrata nello stesso periodo dell’anno precedente.

I numeri del vino campano e le opinioni di EGO International

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Sono molti i prodotti della filiera agroalimentare campana che, secondo le recensioni più autorevoli, trovano nei mercati esteri una destinazione redditizia. Importante è certamente il vino, con l’enologia regionale che può vantare DOC e bottiglie di qualità, capaci di affermarsi commercialmente e di permettere ai produttori di poter pianificare con ragionevole fiducia un piano di internazionalizzazione di successo. Se ai vertici continuano a piazzarsi regioni esportatrici ‘storiche’ come Veneto, Piemonte e Toscana (fonte WineNews, dati Istat), la Campania vanta un trend di crescita importante, del +15%, con 55 milioni di euro complessivi. In tal senso, la regione si inserisce nel più ampio contesto del Mezzogiorno, un’area del Paese che sta raggiungendo anche secondo EGOInternational risultati interessanti nell’ambito della vendita enologica: le opinioni degli esperti indicano anche la buona crescita dei vini pugliesi e siciliani.

Non solo vino: le recensioni sull’export per le PMI campane

Naturalmente le opportunità dell’export non si limitano al settore enologico, aspetto molto importante secondo EGO International: le recensioni degli esperti indicano infatti come tra i settori ‘fiore all’occhiello’ compaiano anche la manifattura (tessile, prodotti in metallo e abbigliamento in primis), il farmaceutico e l’industria dei mezzi di trasporto. Vendere all’estero può quindi rivelarsi essere una strategia profittevole per le molte piccole e medie imprese del territorio, a patto che la qualità offerta sia capace di competere con la concorrenza internazionale. Importante la pianificazione della strategia, la capacità di individuare il giusto prodotto per il giusto mercato, e il saper prefiggere un obiettivo commerciale chiaro e realistico. A guadagnare dal trend dell’internazionalizzazione potrebbe in futuro essere l’intera economia della regione.