Egidio Giordano, posa da contestatore col dito medio e in abito scuro dopo la nomina

di Giancarlo Tommasone
                                                                       Non si era mai visto, mai, da nessuna parte, un centro sociale dipendere da un ufficiale dei carabinieri. Negli anni ’70 una cosa del genere voleva dire due cose: o il carabiniere era un comunista di primo livello, travestito con la divisa dell’Arma, oppure gli pseudo antagonisti che lo seguivano erano degli informatori. La risposta non ce l’abbiamo, ma ognuno tragga le proprie conclusioni. Qualche indizio? Compagni sedicenti tali che aggrediscono compagni nel corso di una manifestazione contro il simbolo del potere leghista, compagni che si sistemano da qualche anno nel Comune e nelle Municipalità, gratificati dal posto fisso pubblico.

E’ la storia di Insurgencia, al secolo laboratorio occupato di Via Vecchia San Rocco, che da anni piazza a Palazzo San Giacomo e nelle Municipalità, attivisti, movimentisti, che hanno in comune con l’Amministrazione, il partito: sono tutti arancioni, di deMa.

Breve storia del laboratorio
occupato Insurgencia
di Via Vecchia San Rocco

E se non lo erano in origine, lo sono diventati, giusto per centrare l’incarico (vedi Pietro Rinaldi, consigliere di Sinistra italiana passa in deMa, poi si dimette e diventa capo di Gabinetto della Città Metropolitana con uno stipendio da 90mila euro all’anno). Seconda cosa: nemmeno questo avevamo mai visto, un centro sociale che va a braccetto con il sindaco senza contestarlo mai, eppure tanto ci sarebbe da contestargli. Ma a Napoli, ormai, siamo abituati ai giochi che sono serviti per portare voti alle elezioni del 2016 e che prevedono – è naturale – anche l’«incasso» attraverso l’assegnazione delle poltrone. Alcuni esempi? Ne abbiamo fatti già, ma giova ripetere, perché la memoria è importante e dobbiamo allenarla costantemente.

Eleonora De Majo,
le deleghe
della «pasionaria»
della sosta vietata

Da Insurgencia proviene, una a caso, l’assessorina Eleonora De Majo, quella che può permettersi di parcheggiare l’auto (lo ha ammesso) in divieto di sosta, a pochi metri dal Comune, sotto gli occhi (chiusi?) di un vigile «distratto».

L’auto della consigliera De Majo parcheggiata in divieto di sosta. Nei riquadri, il comandante dei vigili, Ciro Esposito, la consigliera Eleonora De Majo e l’assessore Alessandra Clemente

A Piazza Municipio sanno, li abbiamo avvertiti, ma come le famose scimmiette, nessuno parla, sente, vede. De Majo, consigliera comunale, alla fine è riuscita a ottenere la gratificazione della delega, anzi delle deleghe, al Turismo e agli Eventi.

Il circuito assai chiuso
dei grandi eventi a Napoli

Segmenti che a Napoli sono pesantissimi, visto che coinvolgono, in maniera esclusiva, il circuito pseudo alternativo (a cui appartiene Insurgencia), circuito che ha la sua base proprio in alcuni centri sociali. Segmenti che riverberano i propri effetti su una serie di agenzie e di uffici stampa che si occupano, in maniera sistematica ed esclusiva, di tutto ciò che è spettacolo di piazza (grandi eventi) nella città che dovrebbe essere dei mille suoni e dei mille colori, e che invece, nell’ultimo periodo, risulta essere assai piatta e culturalmente «grigia». L’esempio che facciamo da giorni è quello del Primo Maggio in Piazza Dante. E può bastare così.

La corsa verso
la poltrona dei sedicenti
compagni di Insurgencia

Passato in Insurgencia ha pure l’assessore Laura Marmorale (nominata in quota Gesco), scelta nel corso dell’ultimo rimpasto di giunta, si occupa di Diritto alla cittadinanza, Coesione sociale con delega all’Immigrazione. Andiamo avanti con gli «insurgenti» (passateci il neologismo): c’è naturalmente il  presidente «pasionario» della III Municipalità, Ivo Poggiani.

Il dg e capo di Gabinetto del Comune Attilio Auricchio, il capo di Gabinetto della Città Metropolitana (ed ex consigliere comunale) Pietro Rinaldi, e il sindaco Luigi de Magistris

Finora il capolavoro delle poltrone era rappresentato dall’excursus del già citato Rinaldi, ma nelle scorse ore è stato portato a compimento un altro progetto, pure assai degno di nota. Egidio Giordano (compagno dell’assessorina De Majo) è stato nominato assessore in III Municipalità, dal «fratello» di lotta (lo scrive il presidente sul suo profilo Facebook), Ivo Poggiani. Il cerchio al momento si è chiuso, anche se, fino al termine del mandato arancione, potremmo aspettarci qualche altro colpo.

Cambio di mise per Giordano (in abito scuro), in occasione della nomina ad assessore

E’ opinione comune tra consiglieri di maggioranza e di opposizione a Via Verdi, infatti, «che quelli di Insurgencia stanno continuando a prendere (parliamo di incarichi politici, sia chiaro) quello che possono». E in effetti, stando così i fatti, si assiste proprio a detta circostanza. La nomina di Giordano (in quota Auricchio), abbiamo visto, non è andata giù quasi a nessuno.

La nomina di Giordano,
che non va giù quasi a nessuno

E non dovrebbe piacere, bisogna dirlo, nemmeno al sindaco Luigi de Magistris, perché lo espone a ulteriori critiche; troppi, infatti, quelli di Isurgencia che hanno ottenuto la poltrona. Solo che il primo cittadino, seppur consigliato dalla sua consorte, Maria Teresa Dolce, che aveva «congelato» la nomina di Giordano, alla fine ha dovuto cedere.

L’associazione deMa
sempre più spaccata

Il punto è che, quel che resta di deMa (assai poco) viene ulteriormente spaccato dalla nomina del neoassessore alla Cultura (non si sa mai, pure quella del dito medio mostrato dal balcone del Comune può servire) e alle Politiche Sociali. All’interno del movimento arancione ci sono due fazioni, una che fa capo a quelli che ancora seguono (almeno fino a ieri pomeriggio) Rosario Andreozzi (capogruppo di deMa in Consiglio), l’altra composta da De Majo insieme naturalmente a Giordano e Poggiani. Appena dopo la nomina di Egidio Giordano è stato registrato un messaggio audio che contiene l’acceso sfogo di un papabile alla carica, toccata poi al sedicente leader di Insurgencia.

A produrre il messaggio (di cui la nostra redazione è entrata in possesso) diffuso su WathsApp dallo stesso autore, un sindacalista molto vicino ad Andreozzi, deluso per come sono andate le cose in III Municipalità.

Il messaggio vocale
del papabile al posto
di assessore in III Municipalità,
poi occupato da Giordano

Ne riportiamo alcuni stralci: «Signori, io sono onestamente amareggiato, anche perché qualsiasi cosa hanno fatto, a stanze chiuse, l’hanno fatta tra di loro, chiamando i loro e parlando con i loro», si riferisce alla nomina di Giordano. «Noi non siamo stati mai informati – continua il messaggio audio – di nessuna iniziativa che veniva presa, anche di quest’ultima non siamo stati informati. Ce l’hanno detto il giorno prima che lo facessero, sono molto amareggiato». Anche perché, è spiegato nell’audio del sindacalista, «non sapete poi dietro che c’era, stavano addirittura facendo peggio. Gente veramente di merda. E sono, non amareggiato, ma incazzato nero per quello che sta succedendo. Io mi faccio il culo, insieme a voi, per tenere unito il gruppo, dalla mattina alla sera e questi sono i risultati».

Lo sfogo del sindacalista: è uno schifo, uno schifo

Quali sono i risultati? «Tutti quelli che abbiamo visto negli ultimi mesi – continua l’ex ‘candidato’ assessore –, (vale a dire) un assessorato (si riferisce a quello di Marmorale), un incarico alla Provincia (chiaro il riferimento a Rinaldi in Città Metropolitana), la delega ai Grandi eventi (quella affidata a De Majo), un altro incarico ancora (a Giordano)». E infine la «chiosa» che riportiamo integralmente nonostante sia alquanto colorita, lo facciamo per rendere esattamente il clima che si sta vivendo in deMa: «E adesso, passateglielo pure il messaggio a Rosario (Andreozzi), non mi passa nemmeno per il cazzo, ma sto veramente amareggiato. E’ proprio uno schifo, uno schifo». C’è fortemente da credere, che il messaggio sia stato girato anche ad Andreozzi.

Hasta el sillón siempre

Per concludere, con la sua azione, dopo aver frazionato l’universo antagonista, in cui resta sempre più isolata, Insurgencia è riuscita a spaccare pure i cocci di deMa. Tutto per la poltrona. Hasta el sillón siempre, direbbe qualche improbabile compagno spagnolo.