Egidio Giordano mostra il dito medio dal balcone del Comune di Napoli

Forse anche Giggino ha acquisito una coscienza politica critica se è vero quel che nei corridoi di Palazzo San Giacomo si racconta da qualche tempo in relazione alla nomina – che i più davano certa e inappellabile – di Egidio Giordano ad assessorino della III Municipalità, in quota presidente Ivo Poggiani.

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Forse, e scriviamo forse, anche de Magistris si è reso conto che difficilmente potrebbe motivare politicamente una scelta che è un detonatore per la sua minuscola associazione che coltiva l’ambizione, più letteraria che elettorale, di arrivare a governare Palazzo Santa Lucia, al prossimo giro. Giordano, espressione di Insurgencia, Giordano fidanzato della consigliera comunale Eleonora De Majo (e per una volta, vivaddio, è una compagna che sistema il compagno, e non viceversa), Giordano che organizza la festa di compleanno in un edificio okkupato e coinvolge nel trenino il sindaco, Giordano che si affaccia al balcone dell’ufficio sindacale e mostra il dito medio, Giordano che… tante altre cose. Tutta pubblicità negativa per un sindaco in affanno che deve trovare in due anni una via d’uscita onorevole per sé e per i suoi.

Il ritardo nella nomina si potrebbe spiegare (Stylo24 ha provato a farlo) come effetto di una protesta esplosa in seno a deMa soprattutto per l’ostilità dell’ala vomerese dell’associazione, e della sua indiscussa leader, la moglie di Giggino, Maria Teresa Dolce. Che, sul punto, mostra fiuto politico molto più acuto del consorte, e probabilmente in un futuro nemmeno troppo lontano bisognerà scrivere qualcosa sui passi falsi che il sindaco arancione ha evitato grazie a lei.

Il sindaco di Napoli fa il trenino alla festa di compleanno di Egidio Giordano (Insurgencia)

Che cosa farà, dunque, Giordano? Se l’approdo in III Municipalità, dove Poggiani prova a muovere i pochi fili a disposizione per tessere una tela che dovrebbe portarlo alla candidatura a sindaco in uno scenario fratricida con i vari Alessandra Clemente, Raffaele Del Giudice e compagnia di giro, si fa più lontano, più vicino potrebbe essere il lido alternativo su cui far insabbiare la chiglia della zattera di Insurgencia rispetto a Palazzo San Giacomo. Un ruolo di staff nella Città Metropolitana, dicono quelli che sono a conoscenza delle discussioni intorno al caso.

La consigliera Eleonora De Majo durante gli scontri con le forze dell’ordine

Se accadesse, e l’opposizione (quale?) tacesse ancora una volta, sarà il caso di chiedere conto alle prossime elezioni a quanti, in Forza Italia, nel Pd e nel M5S, hanno permesso non solo scempi amministrativi che sono di gran lunga i più gravi degli ultimi trent’anni, ma hanno consentito l’offesa e l’oltraggio dell’intelligenza degli elettori. Perché l’incapacità politico-amministrativa si può pure perdonare, la mortificazione della capacità di giudizio proprio no.

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