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Interessati allo shopping e altospendenti, fortemente legati alle nuove tecnologie (con il telefono effettuano anche i pagamenti), amanti dei viaggi di gruppo o in famiglia. Sono i viaggiatori cinesi, che nei prossimi anni aumenteranno in modo esponenziale visto che ancora in pochi hanno il passaporto e piu’ di un terzo proviene solo dai grandi centri urbani. Il profilo medio del turista cinese in Italia – secondo le analisi di Cst Confesercenti – e’ donna con un’eta’ media superiore ai 50 anni, ma e’ in aumento anche il segmento dei giovani trentenni. In generale hanno una capacita’ di spesa elevata, ma sono anche esigenti.

Particolarmente attratti dalla bellezza e dallo shopping, hanno comportamenti di consumo particolari: sono fortemente digitalizzati, si lasciano guidare e influenzare dai loro social network e dai travel influencer, dai loro sistemi di pagamento mediati dallo smartphone e dalla presenza oppure no del wi-fi in quanto eternamente connessi, dal personale che sappia la loro lingua (il mandarino), dai siti web nella loro lingua e dai servizi di mobilita’ locale. In generale oltre l’80% dei viaggi all’estero e’ organizzato e intermediato da tour operator. Gli individuali, essenzialmente millennial, parlano in inglese e organizzano i servizi mediante l’uso delle piattaforme. Mediamente l’80% preferisce le sistemazioni in hotel. Il turista cinese guida la classifica dei top-spender per turismo. Le spese all’estero hanno raggiunto 262 miliardi di dollari (+12%).

 

La spesa complessiva in Italia e’ stata di 462 milioni di euro, con una media di oltre 300 euro al giorno (+15% sul 2017) e di 1500 euro a viaggio, quasi sempre per beni e servizi di lusso. “Il mainstream – spiega Damiano De Marchi, ricercatore del Ciset – Centro internazionale di Studi sull’economia turistica – e’ ancora il tour itinerante organizzato urbano tra Roma, Firenze, Venezia e Milano e altre citta’ europee come Parigi, Amsterdam, Vienna e Copenaghen (su cui si registra un vero e proprio boom) con grande attenzione allo shopping”.

Si registra un forte aumento dell’interesse verso una vacanza sempre meno sightseeing e sempre piu’ esperienziale, con un gusto per il pittoresco e con potenzialita’ per circuiti alternativi anche al mare (Napoli, Pompei, Costiera Amalfitana, Sicilia, colline del Chianti, laghi del Nord, Verona), crociere nel Mediterraneo, enogastronomia anche legata all’acquisto, wedding tourism.

 

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