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E’ stato accolto il ricorso dei dipendenti. Il giudice Giovanna Picciotti, della sezione Lavoro del Tribunale di Napoli, ha accolto il ricorso di quattro operatrici socio assistenziali ed ha annullato i verbali di conciliazione sottoscritti nel novembre dello scorso anno in base ai quali si confermava il trasferimento dei lavoratori da Napoli Sociale a Napoli Servizi, entrambe società in house del Comune di Napoli, trasferimento condizionato alla rinuncia da parte dei lavoratori di una serie di diritti pure maturati, come le spettanze salariali pure maturate.

Contro quei verbali di conciliazione hanno presentato
ricorso una quarantina di lavoratori e a febbraio
il giudice Picciotti ha preso posizioni sui primi quattro ricorsi

In sentenza il giudice ha effettivamente rilevato come quelle conciliazioni abbiano leso i diritti dei lavoratori. Il Tribunale rileva che «nel corso dell’istruttoria svolta» ma prima ancora «dalla stessa documentazione agli atti» sia emersa la «prova della coazione diretta ad estorcere il consenso delle lavoratrici alla sottoscrizione della conciliazione».

Accettando senza remore le ricostruzioni dei fatti fornite anche in istruttoria (una lavoratrice ha dichiarato che la mancata sottoscrizione della conciliazione avrebbe comportato il licenziamento), il giudice ha censurato duramente quanto è accaduto: «Francamente evidente è che il consenso alla sottoscrizione del verbale di conciliazione sia stato indotto dal comportamento del futuro datore di lavoro che, nella comunicazione esaminata, nella sostanza, minacciava la non prosecuzione del rapporto di lavoro in caso in cui le lavoratrici non avessero accettato di essere assunte ex novo con rinuncia alle guarentigie dell’articolo 2112 del codice civile».

Per questa ragione, osserva il giudice, «i verbali di conciliazione vanno, in definitiva, annullati per difetto del requisito del consenso ex articolo 1427 e 1435 del codice civile, perché mai le lavoratrici avrebbero sottoscritto il verbale di conciliazione se non indotte dalla minaccia di non potere altrimenti continuare a lavorare. In via ulteriore, va dichiarata la prosecuzione del rapporto di lavoro delle ricorrenti alle dipendenze di Napoli Servizi con riconoscimento della tutela di cui all’articolo 2112».

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