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Nei Paesi mediterranei del Sud la quota di popolazione sotto la soglia minima di poverta’ (1 dollaro al giorno) e’ bassa, ma aumenta drasticamente se si assume la soglia di 2 dollari al giorno. Una gran parte della popolazione e’ quindi soggetta al minimo shock negativo, per esempio quando i prezzi del cibo o del carburante aumentano.

Lo dice Anna Maria Ferragina, ricercatrice associata Cnr-Issm e autrice del Rapporto sulle economie del Mediterraneo 2018 a cura dell’Istituto di studi sulle societa’ del Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Issm), edito da il Mulino e che sara’ presentato a Napoli lunedi’ 25 febbraio presso l’Universita’ degli Studi Parthenope (Villa Doria d’Angri- via Petrarca 80).

 

Al centro del volume, le disparita’ tra i Paesi della sponda settentrionale e quelli della sponda sud-orientale e i gap sociali nei singoli Stati del Mediterraneo, lo sviluppo economico e la gestione del fenomeno migratorio.

Parteciperanno all’evento il ministro dell’Ambiente, della tutela del territorio e del mare Sergio Costa, il direttore generale del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Riccardo Rigillo e il presidente del Cnr Massimo Inguscio.

 

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