di Giancarlo Tommasone

Va bene il settimo scudetto di fila, va bene la Coppa Italia conquistata contro il Milan, va bene lo sfottò di Chiellini circa il fatto che i napoletani festeggino (prima) con i fuochi artificiali e poi si debbano accontentare del secondo posto. Vanno bene perfino le scene di giubilo e i caroselli di una trentina di tifosi bianconeri.

Che fosse una squadra ultimamente non bella da vedere, è sotto gli occhi di tutti,
ma che poi nemmeno ballasse dal punto di vista economico, si rileva dalla previsione del Cda della Juventus di chiudere in rosso il bilancio dell’esercizio 2017-2018
(si tratterebbe – dovessero essere confermate le previsioni – del primo dopo tre bilanci consecutivi chiusi in utile)

Il termine è fissato al prossimo 30 giugno. A fare i conti in tasca alla proprietà bianconera Il Sole 24 Ore, che ha raccolto le proiezioni di Banca Imi. La perdita per questo esercizio sarà di 16,8 milioni. Diametralmente opposto nelle cifre, il bilancio dell’anno scorso: 42,6 milioni di euro di utile. Al 30 giugno del 2017 meglio della Juve, solo il Napoli che fece registrare profitti per 66 milioni di euro. Ma non bisogna dimenticare che un anno fa, le casse dei bianconeri furono rimpinguate dalla plusvalenza per la cessione di Paul Pogba. L’operazione portò a 139 milioni le plusvalenze nette in quel bilancio.

Paul Pogba quando vestiva ancora la maglia della Juve

In rosso l’esercizio di bilancio della Juve per il 2017-18

E c’è poi da considerare, sempre dal punto di vista economico, che una cosa è perdere la finale di Champions, un’altra è uscire dalla competizione ai quarti, come è capitato quest’anno. I ricavi della Champions sono passati quindi dai 110 milioni dell’anno scorso ai 75 (ma la cifra non è ufficiale) del 2018. Tutto ciò, comunque non fa altro che dipingere un quadro insufficiente per le casse del club piemontese. Molto, scrivevamo, giocano le plusvalenze, ma hanno il proprio peso specifico anche i risultati in campo. Se quelli italiani sono di tutto rispetto (7 scudetti vinti di fila, 4 Coppe Italia conquistate nelle ultime quattro stagioni), latitano da anni, invece, quelli europei. E la Champions è diventata nel tempo una delle «banche» più importanti per le società calcistiche.

Accanto alle vittorie in Italia non si registrano affermazioni in Europa

Alle vittorie di campionati di serie A a mani basse si oppone la statistica che vede i bianconeri come i detentori del record di finali, di Champions League e dell’ex Coppa dei Campioni, perse (sette sulle nove disputate). Il campionato italiano, inoltre, da anni presenta troppe squadre che possono fare solo da mediocri sparring partner in vista della sfida di una italiana contro una squadra europea. E allora, i bianconeri dovranno accontentarsi di appuntarsi al petto il settimo scudetto consecutivo e il quarto «cerchietto» di fila sulla maglia, ma i conti, purtroppo per Agnelli & Co., se non vinci o non ti piazzi pure in Europa e se non metti a segno qualche plusvalenza importante ogni anno, saranno destinati sempre a correre sul filo della passività.