Dopo la Whirlpool che ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Napoli, con ripercussioni su oltre 500 lavoratori, si apre nella confinante provincia di Caserta l’altro fronte caldo della Jabil, la multinazionale delle Tlc che ha annunciato 350 licenziamenti nel sito di Marcianise, dopo che gia’ nel 2015 vi erano stati esuberi in seguito all’acquisto da parte della Jabil dello stabilimento Ericsson di San Marco Evangelista. “Dopo Whirlpool – dice il segretario regionale dei metalmeccanici della Uil Antonello Accursoanche la Jabil di Marcianise sceglie la via della drammatizzazione con un atto unilaterale che rischia di compromettere gli sforzi fatti in questi anni per accompagnare un processo di riqualificazione e per evitare che la situazione industriale sfuggisse di mano. Aprire una procedura di licenziamento per 350 lavoratori su 700, vuol dire colpire pesantemente la prospettiva industriale e l’occupazione di un territorio gia’ martoriato negli anni. La politica faccia la sua parte e intervenga subito perche’ la situazione puo’ diventare insostenibile”.

 

Massimiliano Guglielmi, leader campano della Fiom-Cgil, parla “di un’altra bomba sociale pronta ad esplodere dopo il caso Whirlpool, peraltro in un territorio come quelle casertano che ha le stesse problematiche di Napoli e provincia. Lo scorso anno firmammo degli accordi con la Jabil, alla presenza del ministro Di Maio in cui si prospettava l’esodo volontario con la possibilita’ di ricollocare i lavoratori usciti dal processo produttivo. Certo, la Jabil gia’ allora era in situazione difficile e non annuncio’ investimenti come ha fatto Whirlpool, ma comunque non ci aspettavamo la decisione di licenziare quasi la meta’ della forza lavoro in una provincia che e’ in grave crisi.”.