Roma, Torino, Napoli, Genova, Bologna, Ancona e Campobasso sono le citta’ “piu’ tassate” d’Italia, con le aliquote fiscali piu’ alte relative a Irap, Irpef, Imu e Tasi. E’ quanto risulta dalla “Mappa del fisco locale in Italia” realizzata dal Centro studi di Unimpresa, secondo cui le sette citta’ hanno, in tre casi su quattro, i livelli piu’ alti di imposte sulle imprese e sulle famiglie, sui capannoni industriali e sulle case.

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris

Con due “punti”, nella classifica dei tributi territoriali, figurano poi Firenze, Palermo, Perugia, Bari, Potenza, Trieste e Catanzaro. Un solo “punto”, invece, per Milano, Cagliari, L’Aquila, Aosta, Trento e Bolzano.

Fisco light a Venezia, unica citta’ che non risulta
mai tra quelle con aliquote elevate.

L’analisi dell’associazione, basata su dati dell’Agenzia delle Entrate, della Corte dei conti e del Dipartimento Finanze, prende in considerazione le aliquote Iperf (definite dalle regioni), il totale delle addizionali Irpef (regioni e comuni), l’Imu e la Tasi.
La classifica e’ stata realizzata sulla base di “punti” attribuiti alle citta’ e alle relative regioni che applicano aliquote particolarmente elevate nei quattro principali tributi pagati anche su base territoriale. “Ci sono troppe differenze a livello territoriale per quanto riguarda il prelievo fiscale e si tratta di differenze che non aiutano la ripresa cosi’ come gli investimenti delle imprese.

 

Pioggia di tributi locali a Napoli

Serve un ragionamento complessivo, che il nuovo governo, dopo la rapida e auspicabile formazione della maggioranza parlamentare, dovra’ fare quando, speriamo al piu’ presto, si vorra’ lavorare a una serie riforma tributaria che deve essere organica”, dichiara il vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci, commentando i dati della ricerca.