di Giancarlo Tommasone

Tutto fermo per il rilancio della Galleria Principe di Napoli. Lo spazio, riaperto nei giorni scorsi, potrebbe diventare un centro commerciale, sul modello della Galleria Sordi a Roma, oltre che un polo di attrattiva sociale e culturale. Potrebbe, ma al momento nulla si muove sul versante del rilancio.

Il project financing
presentato dalla Leukos

Dallo scorso febbraio, al Comune di Napoli, langue, è proprio il caso di dirlo, un project financing presentato dal consorzio Leukos, che si prefigge di far rinascere la struttura, intitolandola a Totò. Sul piatto sono stati messi otto milioni di euro, investimenti privati. Ma, come sottolineato ieri dal nostro giornale, il progetto in questione trova la forte opposizione da parte dell’assessore ai Giovani e al Patrimonio, Alessandra Clemente. Abbiamo provato a chiedere all’assessore il perché di tale «ostruzionismo», nonostante l’ok del sindaco Luigi de Magistris al progetto, ma come spesso capita, da Palazzo San Giacomo non ci è arrivata risposta.

Ma parlando delle condizioni attuali della Galleria Principe, c’è pure da aggiungere che abbiamo pubblicato una serie di foto, in cui si evince, che a parte una rete di contenimento per evitare caduta di calcinacci, lo spazio è in completo abbandono. Occupandoci invece dei lavori di messa in sicurezza, c’è da rilevare un particolare di primaria importanza.

Il Comune, attraverso un comunicato stampa, ha annunciato la riapertura della Galleria, «grazie all’intervento, coordinato e promosso dal Comune di Napoli, Assessorato ai Giovani e al Patrimonio in collaborazione con la Soprintendenza di Napoli, con il Servizio Tecnico Patrimonio del Comune di Napoli e con la Napoli Servizi».

Gli interventi
di messa in sicurezza
affidati a Napoli Servizi,
che non dispone
delle necessaria
autorizzazioni
per intervenire
su beni sottoposti a vincolo

L’intervento, continua il comunicato, è «consistito nei lavori di messa in sicurezza che hanno riguardato la preliminare spicconatura di tutti gli intonaci e delle cornici e la successiva posa in opera di reti di anticaduta in nylon ad alta tenacità sugli intonaci delle pareti per una spesa finanziata dall’amministrazione comunale di circa 60.000 euro».

La spesa affrontata
dal Comune,
per la messa
in sicurezza, ammonta
a circa 60mila euro

I lavori di spicconatura sono stati realizzati da Napoli Servizi, in un’area sottoposta a vincolo. Il fatto è che Napoli Servizi, a quanto ci risulta, non sarebbe in possesso della Soa Og2, vale a dire la certificazione per effettuare opere di restauro e manutenzione dei beni immobili sottoposti a tutela (ai sensi delle disposizioni in materia di beni culturali e ambientali). Ciò detto, appare alquanto singolare il fatto che la Sovrintendenza abbia dato (se lo ha dato) il permesso per effettuare i lavori alla Galleria Principe, sapendo che avrebbe dovuto occuparsene una società non in possesso delle dovute certificazioni. Anche su questo aspetto, ci piacerebbe conoscere il punto di vista dell’assessore Clemente.