di Natale Musella

I castelli finanziari tremano, le banche ondeggiano, siamo di fronte ad una nuova crisi monetaria? Ma chi paga questa volta? Allora chiariamo un poco questa faccenda, col nascere della criptomoneta alcuni mercati si sono avvantaggiati e salvaguardati dall’effetto risucchio causato, pochi anni orsono dalle banche. Chiariamo meglio: le banche si sono trovate in difficoltà finanziaria per aver scommesso su titoli vuoti o titoli spazzatura emessi sul mercato finanziario da imbroglioni. Per riprendersi dallo choc le banche hanno chiuso i rubinetti e hanno risucchiato verso di loro le economie sparse facendo sinergia. Ma soprattutto facendosi fare delle iniezioni di liquidità dallo Stato italiano: vedi governo Monti con 4 miliardi al MPS, vedi il caso Etruria, vedi Banca di Vicenza e i 20 miliardi stanziati dal governo Letta, Renzi eGentiloni. Tutto questo a discapito delle povere persone perbene che avevano conservato qualche risparmio e pagando le tasse imposte dai governi, come l’Ici del governo Monti. Quando è nata la criptomoneta sicuramente alle banche non ha fatto piacere perché evidentemente alcuni commercianti hanno preferito rischiare con la cripto e non con le banche pagando un alto tasso d’interesse, svuotando un po’ le casse alle banche delle loro riserve economiche. Ora che nascerà una nuova criptomoneta, anzi, a sentire le informazioni è proprio Facebook che la conierà; ma sembra che già l’abbia battezzata con un nuovo nome, che cosa succederà ancora? Cosa si inventeranno le banche per far fronte a questo nuovo evento? Sembra che la Banca d’Italia abbia avvisato già gli utenti a stare attenti a questi episodi che si possono anche moltiplicare nel tempo, infatti c’è molta insicurezza e poco valore in questa criptovaluta, non si conosce il deposito reale del valore corrispondente depositato. Ma in tutta questa storia ci piace pensare che le banche si passeranno una mano sulla propria coscienza per far accedere a titoli e prestiti più adeguati per il benessere del commercio in generale.

Apriranno un poco di più i rubinetti visto che della BCE hanno già attinto il più che dovuto? Se la Banca d’Italia si è mossa, dobbiamo solo pregare affinché lo faccia la Consob,che si muova a risentimento verso i piccoli risparmiatori. Ma forse quest’ultima è solo un’ipotesi perché la Consob è per i finanziatori e coloro che sfruttano le piccole economie accentrando su di sé la gestione economica: vedi Bot e Cct. No, cari lettori, se vogliamo ripristinare la vera economia ossia quella reale dobbiamo insistere affinché la Consob con la sua Finanza non interferisca negli affari della Banca d’Italia e sull’economia reale dei cittadini. Che una volta e per sempre vengano separate questi due aspetti. Il governo in Parlamento deve proporre questo così come cerca di farlo in Europa, diminuire il debito pubblico in mano ai finanzieri e nel modo specifico a quelli stranieri. Noi rivogliamo la nostra economia pulita dagli investitori speculativi così anche le agenzie di Rating non vengono più a romperci l’anima con lo spread.