Il Presidente della Repubblica ha parlato di crescita sociale. Cosa intendiamo noi con questo termine?
La crescita sociale la si deve intendere su tre punti essenziali: Economia, Giustizia e Istruzione.
L’Economia, così com’è oggi, non può decollare per diversi motivi, ossia c’è una dicotomia tra lavoro e investimenti; anche se sembra un paradosso, perché noi sappiamo che senza investimenti non ci può essere lavoro. Nel settore si dividono gli onesti investitori e coloro che vogliono speculare sugli investimenti. Le piccole e medie aziende chiudono i battenti e le banche ne approfittano per inserirsi anch’esse nella speculazione finanziaria, trascinando con loro anche le industrie produttive.

La Giustizia funziona poco, pur avendo a disposizione migliaia di leggi nel suo repertorio; forse è proprio questa moltitudine di leggi e leggine che inquinano tutto il sistema giudiziario. Ogni giurista, difensore o accusatore che sia, trova sempre qualche cavillo giuridico, tra nuove e vecchie leggi, per non applicare la vera giustizia. E non stiamo parlando di corruzione. Ecco che il popolo si domanda come mai e perché non si riesce a risolvere il problema una volta e per sempre.

L’Istruzione è molto importante; Filippo il Macedone per avere il pieno controllo sui suoi domini diceva: dividi et impera. Allora togliamo il lavoro al popolo; forse però questo non basta; togliamo gli agi, ma neppure funziona perché se non c’è economia reale non ci possono essere agi. Mentre invece se li manteniamo nell’ignoranza forse riusciamo a dividerli. Infatti, l’ignoranza genera la torre di Babele. Ed è proprio in questo marasma che cadono i principi fondamentali perché non si applicano; i valori perdono la loro consistenza ontologica. Si verifica così che i figli sono contro i genitori, fratelli e sorelle non si riconoscono ed il fratello assume per acerrimo nemico il suo stesso sangue. Scoppia la violenza psicologica, sessuale e peggio ancora quella criminale.

Allora, cosa e come fare per arginare ed eliminare tutto questo scempio umano?
I politici devono comprendere che si deve staccare, ossia dividere, l’Economia reale dalla finanza; questo connubio è letale sia per l’economia dello Stato che per il popolo.
La Giustizia, nel rispetto delle leggi e della professionalità, deve rivedere i ruoli incompatibili delle due carriere ed evitare una profonda dicotomia legislativa.
L’obbligo della frequenza scolastica deve essere monitorata dalle istituzioni che devono intervenire con immediatezza; Istruire gli insegnanti all’educazione reale per educare gli alunni. Così come rendere obbligatoria la frequenza degli atenei, onde favorire la formazione professionale. Inoltre è importante un vero e radicale aggiornamento dei programmi ministeriali sull’insegnamento, lontani da condizionamenti politi e inclinazioni ideologiche. Infine organizzare dei corsi di rieducazione sull’istruzione ed educazione civica, per persone adulte, anziane e per chi lo desiderasse.

Quanto detto non vuole essere una ricetta del fare ma uno stimolo alla riflessione su come intervenire alla base del cosa e come fare.

Natale Musella