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Con 20 voti a favore, Ciro Fiola e’ stato eletto presidente della Camera di Commercio di Napoli. Con la sua elezione arriva la fine di una querelle che ha visto contrapporsi l’Aicast, cordata di cui Fiola e’ il leader, Acen, Claai Napoli, Cna Napoli, Confartigianato Napoli, Confcommercio/Fit, Confesercenti Napoli, Fai, Unione Industriali di Napoli. Le schede nulle sono state, invece, 10. Si chiude definitivamente la fase di commissariamento dell’ente camerale partenopea, iniziata nel 2015, sotto la reggenza di Maria Salerno prima e Girolamo Pettrone poi. Sono 17 i membri appartenenti al mondo dell’Aicast a cui si aggiungono un esponente della Coldiretti, un rappresentante delle cooperative e uno dei consumatori. In tutto 19 consiglieri, a cui si e’ aggiunto oggi un altro voto, che consegnano la presidenza a Fiola.

La Camera di Commercio di Napoli (Stylo24)
La Camera di Commercio di Napoli (Stylo24)

Termina dunque un braccio di ferro iniziato con l’indicazione di Fiola come presidente della Camera di Commercio, inviso all’opposizione rappresentata da Acen, Claai Napoli, Cna Napoli, Confartigianato Napoli, Confcommercio/Fit, Confesercenti Napoli, Fai, Unione degli Industriali Napoli. Dopo la ‘vittoria’ di Aicast alle consultazioni per il rinnovo degli organi dell’ente, infatti, da palazzo Partanna era partito un primo ricorso al Tar, con la denuncia di presunte irregolarita’ nella procedura, chiedendo l’annullamento del rinnovo del Consiglio. Erano due, all’inizio, i candidati alla carica di presidente dell’ente di piazza Bovio. Oltre a Fiola, sostenuto dalla cordata Aicast, anche Vito Grassi, ad oggi presidente dell’Unione degli industriali di Napoli. Aicast presento’ un elenco di 5mila iscritti, tutti contestati dall’Unione degli industriali di Napoli. La cordata riusci’ ottenere 17 seggi a fronte dei 7 che ottenne Palazzo Partanna.

Dopo il ricorso al Tar, quella che oggi e’ opposizione in Camera di Commercio si e’ rivolta anche al Consiglio di Stato che ha fissato per il 10 gennaio prossimo l’udienza per la decisione nel merito dei ricorsi presentati dalle Claai Napoli, Confartigianato Napoli, Cna Napoli, Unione Industriali Napoli contro la sentenza emessa dal Tar Campania lo scorso 11 luglio. Ad agosto scorso, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha firmato il decreto con il quale si avvia la procedura per il rinnovo del Consiglio della Camera di Commercio di Napoli.

 

Il neo presidente Fiola: vogliamo tornare a vecchi splendori

“Non abbiamo mai smesso, in questi anni, di cercare una sintesi che non e’ arrivata, ma continueremo a farlo”. Nel suo primo intervento da presidente della Camera di Commercio di Napoli, Ciro Fiola, eletto con 20 voti a favore alla terza votazione, spiega che provera’ a trovare la sintesi tra tutte le anime dell’ente camerale, comprese quelle che hanno mostrato piu’ di una perplessita’ verso la sua elezione (Acen, Claai Napoli, Cna Napoli, Confartigianato Napoli, Confcommercio/Fit, Confesercenti Napoli, Fai, Unione Industriali di Napoli). “Ci interessa, ora che la decadenza della Camera di Commercio finisca – ha assicurato – e possa trovare il vecchio splendore del passato”. “Siamo certi che la Giustizia amministrativa – ha affermato – continuera’ a rigettare ricorsi gia’ dichiarati carenti”.

La creazione di una Consulta dei saggi

E, nell’attesa dell’udienza fissata dal Consiglio di Stato, per il prossimo 10 gennaio, elenca quelli che sono i punti programmatici da attivare. A cominciare dal “recupero di credibilita’ della Camera di Commercio”. “Negli anni sono state prese posizioni che l’hanno impoverita – ha evidenziato – intendiamo recuperarle cosi’ come intendiamo recuperare un rapporto piu’ stretto con gli ordini professionali”. Fiola annuncia anche l’intenzione di dare vita a Consulte “come esistevano tempo fa, che serviranno a lavorare”. Sara’ anche creata una “Consulta dei saggi”. Il neopresidente ha parlato di una “forte disaffezione” delle imprese nei confronti deludente di Piazza Bovio. “Su 300mila imprese tra Napoli e provincia – ha sottolineato – qui e’ presente solo il 30% di essere. Dobbiamo assolutamente recuperare questo gap”. “Mai piu’ soldi ai Confidi – ha concluso – quelli della Camera di Commerci non sono fondi pubblici, ma delle aziende che annualmente li versano all’ente. Chi ne avra’ bisogno, ne fara’ richiesta direttamente alla Camera”.

Imprese: sistema associativo sconfitto

“L’elezione e l’insediamento del presidente e del nuovo consiglio costituiscono una sconfitta per il sistema associativo. E’ noto infatti come il nuovo presidente sia espressione di organizzazioni non davvero rappresentative del tessuto imprenditoriale metropolitano. Quali sono infatti, a memoria degli operatori economici e delle istituzioni locali, gli atti da loro posti in essere in rappresentanza di imprese? Nel nuovo organismo le imprese non trovano dunque adeguata rappresentanza. La presenza di nostri rappresentanti e’ dovuta al rispetto per la magistratura e le istituzioni, nella convinzione che il Consiglio di Stato sapra’ ristabilire l’effettiva realta’. Lascia perplessi il comportamento tenuto dalla Regione Campania, che avrebbe potuto aspettare l’udienza gia’ fissata a gennaio dal Consiglio di Stato, invece di insediare un consiglio comunque sub iudice”. Cosi’ in una nota firmata da Unione industriali, Acen, Clai, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Fai.

“Ma quello che e’ assolutamente inaccettabile e’ la palese difformita’ di trattamento mostrata dalla Regione Campania in due procedimenti identici. Il potere di controllo, cui l’Ente regionale e’ tenuto per legge, e’ stato puntualmente esercitato per la formazione del Consiglio Camerale della costituenda Camera di Commercio Irpinia – Sannio. In quel caso, per verificare il grado di rappresentativita’ di alcune Associazioni, la Regione ha richiesto un’ulteriore e dettagliata documentazione. Cosi’ non ha fatto per il rinnovo della Camera di commercio di Napoli. Non c’e’ stato alcun controllo, ad esempio, sulla tracciabilita’ dei versamenti delle quote degli iscritti, e sulla reale capacita’ organizzativa delle Associazioni”, conclude la nota.

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