Le famiglie italiane si preparano alle tanto attese vacanze estive. E tra le mete più ambite c’è senza dubbio quella di un appartamento vicino al mare. Le opzioni, in questo caso sono due: o affidarsi a una agenzia immobiliare sul posto o al web.La seconda ipotesi è quella più utilizzata, ma, come sottolinea un articolo del ‘Sole 24 Ore’, non per forza di cose la più conveniente. Infatti, rifacendosi agli affitti di portali come Airbnb e Casevacanza (il secondo, seppur di poco, con prezzi più economici), si nota come per potersi permettere un bilocale per quattro persone ad agosto, si debba pagare in media 4.500 euro per le quattro settimane. Ovvero il triplo di uno stipendio medio (introno ai 1.500 euro mensili). Se, invece si scelgono le due settimane centrali, il canone scende a 2.548 euro.

La Costiera Amalfitana e Milano Marittima sono tra le zone più costose, dove si arriva a chiedere oltre i seimila euro per il mese di agosto e oltre 3.600 euro per le due settimane centrali. Tra le più economiche Lignano Sabbiadoro e Sinigallia, dove i prezzi si fermano rispettivamente a 3224 e 3442 per l’intero mese e due mila euro per i 15 giorni a cavallo di Ferragosto.

 

Prezzi che calano di circa il 25% se ci si affida ad agenzie immobiliari del posto. La mancata intermediazioni su internet è uno dei motivi che porta i prezzi a salire così tanto. Vanno, inoltre, considerati anche gli oneri a carico dei proprietari. Sui redditi di locazione turistica è possibile applicare la cedolare secca al 21% e, in caso di contratti “brevi” (inferiori ai 30 giorni), gli intermediari sono tenuti a svolgere il ruolo di sostituti di imposta. Così come i portali web di annunci se intervengono al momento del pagamento o incassano i corrispettivi. Casavacanze.it lo fa, mentre Airbnb continua la sua battaglia contro questo obbligo.

Vanno anche aggiunti i costi di gestione degli annunci, di check in e check out, pulizie e intermediazione. Da un lato, le agenzie chiedono parcelle che si applicano sugli incassi lordi del proprietario. Dall’altro, i portali web consentono al privato di inserire costi-extra, oltre al prezzo per notte, come, ad esempio, il prezzo per il servizio di pulizia. Ed è dietro ciò che si nascondono i rincari per l’inquilino.